Corteo degli anarchici: “Non siamo noi i devastatori”

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Bologna, 3 lug. – Un corteo breve, un giro in Bolognina, nessuna scritta sui muri, un tentativo di parlare a quel quartiere che sentono loro. Si è concluso in piazza dell’Unità il corteo degli anarchici, guardato nei giorni scorsi con una certa preoccupazione da un pezzo di città e dalle istituzioni. Il sindaco Virginio Merola aveva chiesto tre giorni fa l’intervento del Prefetto nel caso il corteo si fosse trasformato in atti di teppismo. Preoccupazione anche da parte del presidente del quartiere Daniele Ara, stufo delle numerose scritte sui muri del quartiere da parte di quelli che vengono da lui chiamati “pseudoanarchici” e che considera responsabili dell’aggressione agli artisti della Yurta di piazza dell’Unità.

Il corteo è stato preceduto, questa mattina, da perquisizioni a casa di 14 attivisti dell’area. “Non siamo noi i devastatori. Guardate i palazzi di via Carracci crepati dai lavori della Tav o l’aria inquinata di via Fioravanti per i lavori della Trilogia Navile”, hanno ripetuto dall’impianto del camioncino che precedeva il corteo. Dopo un’ora e mezzo di presidio nello spazio antecedente il teatro Testoni in via Matteotti il corteo è partito alle 18.30.

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Dietro allo striscione “Bolognina Popolare” c’erano 80 persone, altrettanti gli agenti e i militari che precedevano e seguivano il corteo, con i caschi e a brevissima distanza. Questo contatto ravvicinato ha portato ad alcuni momenti di tensione, in via Zampieri, dove il corteo è passato dopo essere passato da piazza dell’Unità e in via Fioravanti. Tra carabinieri, Digos e manifestanti c’è stato qualche scambio di parole urlate, ma nessun contatto fisico. In un momento di confronto, però, due carabinieri hanno estratto i “fucili spara-lacrimogeni”. Il quartiere, che ha proseguito la sua consueta vita, ha guardato incuriosito il corteo. Verso i manifestanti qualche insulto ma anche qualche frase di incitamento (e insulti invece alla polizia). carabinieri

Gli anarchici, che sono stati sgomberati da via della Beverara dopo una dura resistenza fatta anche di lanci di oggetti contro i Vigili del fuoco (che hanno protestato per essere stati impiegati in azioni simili), sono passati in corteo di fronte alle porte murate di via Zampieri, altra occupazione sgomberata lo stesso giorno, il 17 giugno. Per oggi però nessuna nuova occupazione, nessuna scritta a bomboletta, solo molti volantini distribuiti.

Tornato di nuovo in piazza dell’Unità il corteo si è concluso con l’allestimento tra gli alberi di una mostra fotografica sui luoghi della Bolognina, che vivono maggiormente la trasformazione di questi anni. Per ripetere ancora, come durante il corteo, “No alla gentrificazione“, cioè la riqualificazione che, secondo gli attivisti, espellerà dal quartiere gli strati più popolari.

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