19 giu.- Un duro atto d’accusa contro i partiti della Regione Emilia Romagna. E’ quello contenuto nelle contestazioni sulle spese del 2011/2012 che la Procura regionale della Corte dei Conti ha spedito ai capigruppo di viale Aldo Moro. Nel documento si scrive nero su bianco che quella dei capigruppo è una “mala gestione con spese palesemente prive di qualsiasi giustificazione e collegamento con l’attività istituzionale del gruppo”.
Per i magistrati contabili le spese elencate nei rendiconti dei partiti “non sono inerenti l’attività istituzionale e il funzionamento del gruppo consiliare”.
Le spese contestate riguardano: taxi, auto e autostrade, treni, pasti, alberghi, spese postali, affitti e bollette, consulenze e contratti.
I capigruppo hanno 60 giorni per replicare alle accuse e a quel punto i pm contabili decideranno se archiviare o citarli a giudizio.
I capigruppo hanno affidato ad una nota congiunta il loro commento dicendosi convinti di aver rispettato le regole. Si fanno forti di una recente pronuncia favorevole della Corte Costituzionale rispetto alle irregolarità riscontrate, sempre negli anni 2011/2012 dalla sezione di controllo della Corte dei Conti. Secondo la Consulta i controlli possono riguardare solo il 2013. Le constestazioni arrivano adesso dalla Procura regionale.

