Bologna, 10 nov. – C’era un servizio di scorta pronto per proteggere Matteo Salvini dagli attivisti dei centri sociali, ma il leader della Lega Nord non l’ha avvisata al momento del suo arrivo.
“Chi è sottoposto a tutela deve fornire alla polizia gli orari e il programma dettagliato dei suoi spostamenti in modo che vengano predisposti i servizi del caso, cosa che sabato non è avvenuta” spiega il questore di Bologna, Vincenzo Stingone, in un colloquio con la Stampa.
A differenza di quanto concordato l’onorevole del Carraccio non ha avvertito della sua partenza a Milano né del suo arrivo a Bologna. Il questore spiega inoltre che l’onorevole Salvini viaggiava su un’auto privata, quando “in casi del genere si deve usare un mezzo delle forze dell’ordine”.
Il Corriere della Sera ricostruisce la visita del leghista a partire dal 6 novembre quando i funzionari dell’ufficio scorte di Milano confermano ai colleghi di Bologna la scelta dell’onorevole di visitare il campo Sinti. La Digos prende accordi con la consigliera comunale del Carroccio Lucia Borgonzoni, incaricata di organizzare la trasferta, perché Salvini avvisi prima del suo arrivo al casello dell’autostrada a Bologna. Lì ad attenderlo ci sarebbero stati un’auto della Digos e un mezzo con dodici agenti del reparto mobile per accompagnarlo fino a via Erbosa.
Al contrario, sabato mattina alle 11.50 il capo della Digos, non ricevendo notizie, invia un sms a Borgonzoni scoprendo dalla risposta che Salvini è già nel piazzale dell’ippodromo in via dell’Arcoveggio, a poco più di un chilometro dal campo Sinti. Un inaspettato cambio di programma. Il funzionario al telefono con Borgonzoni raccomanda di attendere perché invierà immediatamente la “staffetta” sul piazzale e le raccomanda di non far muovere l’auto di Salvini. “A questo punto ci siamo mossi, ma due minuti dopo la consigliera ci ha ritelefonato dicendo che erano stati aggrediti” conclude il Questore.
Per l’assalto all’auto di Salvini sono già state identificate e denunciate sei persone del collettivo Hobo.
A difesa dei colleghi di Bologna, riporta ancora il Corriere, si sono schierati diversi sindacati di polizia, dalla Silp Cgil alla Siulp.

