Coro Euridice sotto sfratto: “Il Comune ci ascolti”

11 giu. – Dopo 138 anni potrebbe sparire la Società Corale “Euridice”, storico coro polifonico bolognese nato nel 1872 sulla scia dell’Orfeismo francese, movimento che portò all’organizzazione societaria delle strutture corali spontanee italiane. Un’operazione di pedagogia musicale che ha avvicinato alla musica migliaia di bolognesi e che, dopo 140 anni di successi, potrebbe essere giunta al capolinea.

La fondazione Busi, che dal 2004 ad oggi ha concesso al coro i locali di via Emilia Ponente 477, è in via di liquidazione e la curatrice, per ripianare debiti pregressi, è costretta a fare cassa. Che vuol dire vendere l’unico bene immobile della fondazione, il capannone dove da sei anni si è installato e lavora il coro e che, forse già da domani, potrebbe ritrovarsi per la strada.

“I debiti della Fondazione – ha spiegato l’avvocato dell’Euridice – sono decisamente inferiori al valore dell’edificio e comunque, una volta venduto l’immobile, quello che rimarrà andrà al Comune di Bologna”. Lo statuto della Fondazione prevede infatti che, in caso di chiusura o liquidazione, una volta ripianati i debiti tutti i beni della stessa vadano al Comune di Bologna per usi simili agli attuali. Insomma una volta venduti i locali e ripianati i debiti, il restante andrebbe direttamente a Palazzo D’Accursio che sarebbe vincolato ad utilizzare quel denaro per finalità musicali o artistiche. Da qui la proposta del direttore artitisto del Coro Pier Paolo Scattolin: “Siamo pronti a ripianare parte dei debiti, in cambio il Comune deve assicurare al Coro il comodato d’uso del capannone“.

Una soluzione che potrebbe accontentare tutti dando a Bologna un capannone attrezzato di tutto punto per attività musicali e con un bar annesso e al Coro una sede dove continuare a lavorare. Per ora però l’accoglienza di Palazzo D’Accursio è stata decisamente fredda. “Abbiamo incontrato solo ieri e per la prima volta un rappresentante del Commissario ma la richiesta di rilascio dei locali della curatrice fallimentare ci impone di sgomberare entro pochissimi giorni se non ore“, ha concluso Scattolin.

Nel tardo pomeriggio da Palazzo D’Accursio sono però arrivate dichiarazioni rassicuranti. “Vogliamo far vivere il Coro Euridice”, ha detto Mauro Felicori, capo area Cultura del comune che ha poi aggiunto: “Ci stiamo muovendo per risolvere il problema in breve tempo sia cercando finanziatori sia valutando come e in che misura contribuire a ripianare il debito della Fondazione”. I tempi per una soluzione rimangono però strettissimi.

La liquidazione della Fondazione Busi potrebbe mettere in forse anche il VII Festival Corale Internazionale “Città di Bologna” che, a cadenza biennale, porta in città gruppi coristici di livello nazionale e internazionale.
Per domani è prevista l’inaugurazione della nuova edizione.

Qui l’appello on line per la salvezza del Coro Euridice a cui hanno aderito già più di 800 persone.

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