5 lug. – Come uno studente poco preparato la direttiva sul copyright è stata rimandata a settembre dal Parlamento Europeo. Gli europarlamentari, in seduta plenaria a Strasburgo, hanno respinto l’avvio dei negoziati con il Consiglio (318 no, 278 sì e 31 astenuti) su una proposta di direttiva che aveva spaccato a metà l’Assemblea.
La discussione è rimandata alla prossima plenaria, a settembre. A pesare sulla decisione sono state le molte prese di posizione di attivisti ed esperti del settore che negli ultimi giorni hanno contestato la direttiva. “Una vittoria dei colossi del web” sostengono i favorevoli, tra cui si trovano altri colossi, quelli dell’editoria cartacea.
A contestare fortemente la direttiva, tanto da rendere inaccessibile tutte le proprie pagine, è stata l’edizione italiana di Wikipedia. Lorenzo Losa, presidente di Wikimedia Italia, spiega che a preoccupare è soprattutto la richiesta di una “censura preventiva” ai contenuti caricati dagli utenti. Un’operazione complessa, costosa, quasi impossibile per chi, come Wikipedia, si basa sul controllo incrociato dei contenuti tra gli utenti o per progetti piccoli ed emergenti.
Anche Linkiesta ha ospitato un appello di politici, intellettuali e hacker, che vede tra le prime firme quella di Massimo Banzi, co-fondatore di Arduino. Tra gli aderenti anche l’assessore di Bologna Matteo Lepore che ci spiega “la direttiva nega internet per come l’abbiamo conosciuta adesso, cioè la possibilità di avere in modo democratico, aperto e trasparente la condivisione di informazioni”.
Daniele Gambetta, curatore di Datacrazia, spiega, all’interno della rubrica EcoEtico, i due articoli più contestati: l’11 e il 13, cioè la linktax e l’upload filter. Javiera Atenas, il coordinatore della rete di educazione aperta di Open Knowledge International, riporta alcuni esempi di come la normativa andrebbe ad aumentare il divario tra paesi che ammettono le eccezioni educative (come il Regno Unito) e paesi che non le ammettono (come Italia e Spagna).
E’ una norma che potrebbe cambiare il volto di internet per sempre. Pericolo. per il momento, rimandato.


