29 ago. – Ancora non hanno avuto la risposta ufficiale (che arriverà domani), ma l’ufficio anagrafe del Comune di Bologna ha già anticipato che la loro richiesta sarà rifiutata perché la circolare n. 55 del 2007 vieta, “perché in contrasto con l’ordine pubblico“, la trascrizione dei matrimoni gay contratti all’estero. Lo sapevano ma hanno comunque voluto tentare un gesto simbolico, “perché sul tema dei diritti degli omosessuali l’Italia è l’Iran dell’Europa“.
Ottavio Marzocchi e Joaquin Nogueroles Garcia si sono conosciuti 4 anni fa a Bruxelles, città dove entrambi lavorano, e pochi giorni fa hanno deciso di sposarsi in Spagna. Ora però, visto che Ottavio è bolognese, vogliono ottenere il riconoscimento del loro matrimonio anche in Italia. Per questo si sono presentati in Comune chiedendo la traduzione e l’autenticazione del loro certificato di matrimonio spagnolo. Non prima però di aver fatto un paio di foto in Sala Rossa a Palazzo D’Accursio e sul balcone dove, per tradizione, si fanno fotografare tutti gli sposi bolognesi. “Tra coppie gay ci si può sposare in tutta Europa tranne che in Italia e in Grecia, è ora di risolvere questo problema”, hanno detto i due, che da anni si battono per il riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali. E hanno annunciato, in caso di rifiuto, di voler ricorrere presso la Corte Europea dei Diritti dell’uomo e presso la Corte di Giustizia Europea. Ad assisterli ci saranno gli avvocati dell’associazione radicale Certi Diritti e del movimento Lgbt.
“Sapevamo che la burocrazia non poteva fare nulla di concreto, ma non siamo soddisfatti dell’accoglienza che abbiamo trovato oggi”, ha detto Sergio Rovasio, segretario di Certi Diritti, che puntato il dito contro Sindaco e Assessori: “Merola era a Milano, ma oggi non si è fatto vedere nessun assessore. Segno di debolezza e di eccessiva timidezza verso certi temi”. A sostenere le richieste di Ottavio e Joaquin si sono presentati anche Cathy La Torre (Sel), Monica Mischiatti dei Radicali di Bologna, Emiliano Zaino del Cassero e Franco Grillini dell’Idv che ha lanciato una provocazione: “Zangheri e Imbeni dissero sì al Cassero. Merola abbia il coraggio di fare questa trascrizione. Qualche Tribunale la cancellerà? Pazienza, potrai essere come Imbeni”. Non segue Grillini invece Cathy La Torre che spiega come “Merola sia costretto ad applicare una legge sbagliata. La trascrizione è una cosa che purtroppo non si può fare”.

