5 dic. – La Provincia ha deciso di sospendere le costruzione della cancellata, progettata per evitare che i senzatetto dormano sotto i portici del Liceo Copernico. Palazzo Malvezzi, dice una nota firmata dall’assessore Maria Bernardetta Chiusoli, vuole “analizzare le richieste avanzate dagli studenti e valutare come la Provincia possa affrontarle e auspicabilmente risolverle in accordo con il Comune”. Una piccola vittoria per i ragazzi che da sabato hanno occupato la loro scuola proprio per protestare contro quel progetto e che ora sono disponibili ad incontrare la dirigente Monica Brandoli del servizio “Disagio adulti”, che vorrebbe spiegare loro i servizi che il Comune mette a disposizione delle persone senza fissa dimora.
Domani, martedì 6 dicembre, gli studenti confermano comunque che andranno fino alla sede della Provincia in corteo per assicurarsi che il ritiro sia definitivo.
Intanto questa mattina, al liceo è andato in scena un forte diverbio tra studenti, a cui, secondo gli occupanti, si sarebbero aggregati anche alcuni professori. Alcuni degli studenti che hanno passato la notte nella scuola avevano impilato banchi e sedie per separare il lotto 2, dove si trovano gli uffici e la segreteria, dal resto della scuola, ma ad altri studenti e professori, arrivati alle 8 del mattino, la cosa non è piaciuta. Lo scontro ha portato persino all’intervento dei vigili del fuoco, chiamati perché la presenza delle “barricate” avrebbe impedito l’accesso alle uscite di sicurezza.
“E’ successa una cosa incredibile da parte di coloro che dovrebbero essere i nostri educatori. In questo modo si fomenta l’odio tra studenti e contro chi dissente” commenta Matteo, uno degli occupanti che lamentano, su facebook, anche “una ragazza colpita al viso e un ragazzo ferito al braccio” e chiedono le dimissioni di due docenti, Andrea Brognara e Paolo Ferratini e della preside Antonella Agostinis. “Da una parte gli occupanti fermi immobili sulle barricate, dall’altra il perbenismo di chi non accetta le occupazioni che diventa violenza quando si lanciano sedie e banchi contro gli occupanti” scrivono in una nota, nel pomeriggio.
“E’ un gruppo isolato, anche se non inconsistente. Rispetto agli altri anni c’è una frattura tra gli studenti, anche nei toni, non c’è solidarietà tra loro” analizza Mario Mezzetti uno dei professori, che sottolinea come per molti docenti il metodo di lotta scelto dagli studenti sia eccessivo rispetto alla motivazione.

