Copenhagen. La fisica quantistica e Umberto Orsini


Che cosa si sono detti Niels Bohr e Werner Heisemberg, i due più importanti fisici quantistici del secolo scorso,  nel settembre (o nell’ottobre) 1941 nella capitale danese occupata dalle truppe naziste? Intorno a questa domanda e a quel misterioso incontro fra maestro e allievo si articola la piece teatrale Copenhagen di Michael Frayn andata in scena la scorsa settimana all’Arena del Sole. Molto probabilmente il dialogo fra i due premi nobel si incentrò su questioni relative alla fissione nucleare e al suo utilizzo in campo militare. Heisenberg lavorava in quegli anni alla costruzione di un reattore nucleare, e forse della stessa bomba atomica, per conto della germania nazista; al contrario Niels Bohr, di origine ebraiche, viveva l’occupazione nazista del proprio paese, la Danimarca, da cui fuggirà nel 1943 per approdare negli Stati Uniti e paertecipare a Los Alamos al progetto Manhattan.


La piece teatrale è portata in scena da circa 10 anni in Italia da Umberto Orsini, Giuliana Lojodice e Massimo Popolizio. Orsini parla dello spettacolo in questa intervista realizzata per Humus da Piero Santi

orsini12marzo

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