Bologna, 1 apr. – Dopo un giorno e mezzo di picchetti riaprono i portoni dell’Università in via Zamboni. Ad assicurare il servizio il personale che non aderisce alla protesta lanciata dal sindacato Cub. I dipendenti Coopservice in servizio all’università di Bologna, invece, si sono radunati in assemblea, e in una quarantina hanno deciso di dichiarare lo sciopero ad oltranza. I collettivi universitari che appoggiano la protesta, Hobo e Cua, in un comunicato parlano per i prossimi giorni di “blocchi a singhiozzo“.
Gli scioperanti lamentano stipendi “da fame” con paghe orarie inferiori ai 4 euro netti.
“I lavoratori – recita un comunicato della Cub – consapevoli di tutti i rischi che la loro scelta comporterà, hanno deciso di mantenere lo stato della mobilitazione, astenendosi a tempo indeterminato dal lavoro fino a che l’Università e Coopservice non risponderanno con soluzioni adeguate alle richieste fino ad ora poste sul tavolo. Le uniche attività che veranno garantite per un senso di responsabilità nei confronti degli studenti saranno gli esami e gli OFA. In questo periodo non sono in calendario le lauree che comunque nel caso di mobilitazione in atto verrebbero anch’esse garantite. La decisione viene presa oggi, dopo l’incontro con il professor Nicoletti, presentatosi in via Zamboni 38 con l’unico scopo di tutelare gli studenti (malgrado questi ultimi, in gran parte abbiano espresso piena solidarietà!) accusando, dall’altro lato, i lavoratori in sciopero di non aver accettato l’incontro con il Rettore. Con l’università si è discusso in più occasioni, a tavoli informali, ma anche in tavoli ufficiali compresi quelli della Prefettura. Oggi Nicoletti, ieri il Rettore, hanno confermato l’assoluta mancanza di proposte concrete per risolvere la semplice richiesta avanzata: la certezza di un salario dignitoso per arrivare a fine mese. Ora discuteremo il da farsi, nella speranza che chi fino ad oggi, Rettore e Ministro compresi, ha espresso la comprensione nei nostri confronti non si limiti a questo ma trovi le soluzioni praticabili con urgenza”.
Il sindacato Cub chiede anche ai docenti e ai ricercatori dell’università di Bologna di prendere posizione sulla vertenza. “Chiediamo ai docenti di esprimersi pubblicamente tramite lettere ai giornali, sollecitaizoni a politici conosciuti o iniziative di altro tipo per chiedere al Rettore di mettere fine a questa carneficina. E’ di massima urgenza!”.
In una nota stampa il rettore Ivano Dionigi, dopo aver confermat la posizione dell’Università, ha aggiunto: “Considero tanto sacrosanto il diritto di sciopero (pertanto falsa è l’accusa di avere sostituito il personale che si è astenuto dal lavoro) quanto inaccettabile la forma di picchettaggio che impedisce l’accesso ai luoghi di lavoro e di studio”.

