8 mag. – I lavoratori Coopertone non torneranno a svuotare i parchimetri e a consegnare i contrassegni sosta. E’ finito con un nulla di fatto l’incontro con il Comune di Bologna e i lavoratori coinvolti nel fallimento della azienda per cui lavoravano.
Secondo il Comune, ci spiega Klaus Mosi della Filcams Cgil, non è tecnicamente possibile per Atc e Tper pagare gli stipendi ai lavoratori in attesa di un’impresa subentrante, perché è in corso una controversia in tribunale tra le aziende coinvolte. Scelta diversa invece è stata fatta, di dice Mosi, dagli altri committenti di Coopertone, Ergo (l’azienda per il diritto allo studio) e Acer Manutenzione.
L’amministrazione si è impegnata a rendere il passaggio il più veloce possibile, ma si tratta in ogni caso di almeno un mese di attesa, senza paga. Il “ritorno al lavoro agevolerebbe, ma io non lo chiedo a chi non prende lo stipendio da tre mesi” dice da parte sua il coordinatore di Giunta Matteo Lepore che ha chiesto che si proponga al subentrante di dare un anticipo sul primo stipendio ai lavoratori.
Toni diversi da quelli usati dall’assessore comunale alla Mobilita’, Andrea Colombo, che ha richiamato il personale al lavoro ventilando l’ipotesi di recessione del contratto con l’impresa in liquidazione e la conseguente messa a casa dei lavoratori.
Alle attuali condizioni per i dipendenti, che da marzo non ricevono uno stipendio e da dicembre i contributi, è impossibile pensare di tornare al lavoro sapendo di farlo gratis. Per questo i sindacati non escludono per i prossimi giorni ulteriori proteste, anche in Comune durante le commissioni.

