27 gen. – Roberto Maroni aveva chiesto le dimissioni del sindaco di Bologna, per valutare la possibilità dell’emanazione di un decreto per votare il 28 marzo. A pochi minuti dall’inizio della seduta del Consiglio comunale di oggi, il vicesindaco Claudio Merighi ha affermato che al momento non è possibile fissare una data ufficiale di presentazione delle dimissioni di Flavio Delbono. “Il nostro obiettivo – ha detto Merighi – è evitare un danno alla città dalla chiusura incontrollata dell’attività amministrativa”. Con questa affermazione il vicesindaco ha quindi separato la procedura di dimissioni da un eventuale decreto del Governo che possa prevedere le elezioni del Comune assieme alle regionali: “l’ipotesi di un voto a marzo dipende dal monitoraggio che stanno compiendo i nostri uffici”. Merighi ha quindi concluso che “l’esigenza di chiudere il mandato con la coscienza serena di lasciare tutto in ordine forse non coincide con i problemi di Maroni”.
A questo punto diventa difficile pensare che domani in consiglio dei Ministri venga presentato un decreto ad hoc per Bologna: evidentemente la strategia del Pd è quella di prendere tempo per prepararsi all’appuntamento elettorale. Ieri l’ex sindaco Vitali aveva affermato che era possibile fare un emendamento al decreto Milleproproghe per permettere di votare entro il giugno di quest’anno.
Immediata, in un Consiglio comunale che ha assunto toni concitati, la reazione del Pdl, che vuole assolutamente andare alle urne a marzo: i consiglieri della minoranza hanno proposto le dimissioni di massa per poter indire quanto prima nuove elezioni. Ma l’Udc (dentro la lista Guazzaloca) e la lista Bologna capitale di Daniele Corticelli hanno rifiutato la proposta.
Prima delle votazioni dell’aula per il bilancio, il segretario del Pd bolognese, Andrea De Maria, ha affermato che “ci sono tutte le condizioni perché domani il Governo decreti la proroga del termine entro cui il sindaco si può dimettere”.
Anche senza le dimissioni di Delbono sul suo tavolo?, gli è stato chiesto. “Il gruppo parlamentare del Pd a Roma – ha risposto De Maria – ci ha detto di sì”.
Sulla data del voto al comune di Bologna, si è espresso anche il senatore del Pd Walter Vitali, secondo il quale “il ministro Maroni sta rovesciando i termini del problema. Il governo, se vuole, può fare il decreto per votare il 28 marzo anche in assenza delle dimissioni formali di Delbono. Se invece il ministro si è convinto che i rilievi di costituzionalità sollevati ieri sono fondati, allora non deve trincerarsi dietro la richiesta di dimissioni preventive da parte del sindaco. Deve semplicemente dirlo e trovare con tutte le forze politiche una soluzione per votare il prima possibile, comunque entro l’estate“.
Dopo una concitata riunione dei capigruppo consiliari, l’aula di Palazzo D’Accursio ha deciso di andare al voto per il bilancio del 2010. Colpo di scena finale, a causa della rottura del tabellone elettronico che conteggia le preferenze la votazione è stata rinviata a domani.

