27 apr. – Sempre più persone in disagio abitativo e sempre più nuove case che restano vuote, invendute. E’ una situazione paradossale quella che attraversa anche Bologna e i comuni limitrofi e a cui le istituzioni devono cercare di dare una risposta senza gli aiuti statali che, sul fronte casa, saranno presto completamente annullati. La Provincia di Bologna ha proposto un Accordo Metropolitano tra Enti locali per l’edilizia sociale, per abbassare i prezzi di mercato e migliorare le condizioni di abitabilità.
Il primo passo è “Bologna Social Housing” un rapporto, realizzato con il supporto di Nomisma, sulla condizione abitativa a Bologna e provincia, una situazione che il vicepresidente della Provincia Giacomo Venturi ha definito “di emergenza“. Tra il 2011 e il 2010 gli sfratti sono raddoppiati, passando da 779 a 1718, quelli per morosità più che triplicati, passando da 490 a 1559. Le famiglie che sono in lista per un alloggio di edilizia pubblica sono circa 15mila a fronte di solo 600/700 assegnazioni ogni anno. In tutto si stimano non meno di 30mila famiglie che vivono nel disagio abitativo, spendendo in alcuni casi fino al 70% del proprio reddito per la casa.
Dall’altra parte il mercato non riesce ad assorbire gran parte dei nuovi appartamenti che vengono realizzati, Luca Dondi di Nomisma calcola che le case rimaste senza un compratore siano 12mila in tutta la Provincia. “La fase ascendente di mercato, durata fino al 2007, è finita e i vecchi obiettivi di espansione delle imprese edilizie non sono più raggiungibili” spiega Dondi.
Da qui l’idea di un accordo metropolitano che privilegi l’edilizia sociale in locazioni che non superino 350/400 euro per un alloggio medio da 70 mq e i 2mila euro al metro quadro per quelli in vendita. Non solo abitazioni, ma anche abitabilità: l’accordo vorrebbe privilegiare i nuovi alloggio a classe energetica A, ben collocati nella rete dei servizi locali, attenti alle esigenze dell’integrazione tra differenti generazioni e tra diversi gruppi sociali.
Del progetto se ne parlerà nel convegno “Bologna Social Housing” il 3 maggio in Sala Borsa e al Museo Civico Medievale all’interno del Green Social Festival. Sarenno presenti le istituzioni, Acer, esperti e imprese. Grandi assenti, spiega Luca Dondi, sono per ora le banche che dovranno necessariamente essere coinvolti perché il progetto diventi reale.

