Bologna, 14 nov. – Nata nell’estate 2013 su proposta della paziente Sandra Balboni, ora presidentessa del Consiglio Direttivo, l’associazione no profit LOTO Onlus vuole affrontare il carcinoma dell’ovaio impegnandosi nella creazione di una consapevolezza diffusa sul tema, offrendo supporto alle donne colpite e sostenendo attivamente la ricerca scientifica grazie alla collaborazione di pazienti, familiari e studiosi.
Uno tra i carcinomi ginecologici a prognosi più severa, ogni anno il tumore ovarico colpisce circa 5000 donne in Italia, tra le 400 e le 450 in Emilia Romagna, ed è la quinta causa di morte per tumore nelle donne fra i 50 e i 69 anni, con una sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi pari al 37%.
Il tasso di mortalità è così alto perché nella grande maggioranza dei casi (oltre il 70%) la diagnosi viene effettuata troppo tardi, quando il tumore è già in fase avanzata. Il Dott. Claudio Zamagni ha spiegato l’importanza della ricerca sul tema per creare strumenti di diagnosi precoce, screening popolazione come quelli che già esistono e vengono offerti gratuitamente per altre tipologie di tumore, come il cancro al seno.
L’associazione è nata e opera a Bologna affiancata da una delle più importanti strutture ospedaliere nazionali che si occupa di cura e prevenzione oncologica femminile, l’Istituto Addarii dell’Ospedale S. Orsola ed è a oggi una delle poche realtà nazionali ed europee che si occupa di questa poco nota ma altamente diffusa patologia.
Sandra Balboni racconta la sua esperienza, in seguito alla quale ha deciso di creare LOTO Onlus.
Il Dott. Claudio Zamagni spiega lo stato attuale della ricerca sul carcinoma ovarico e dà consigli in particolare alle donne che hanno più di 50 anni.
L’associazione, per autofinanziarsi, ha organizzato, insieme al Conservatorio Martini, il concerto “Tra Fiume e Musica, Due Secoli di musica, di canto, di serenità” che si terrà lunedì 25 novembre alle ore 20.30.


