Continua la saga del voto. Maroni: “Decida il Parlamento”

Le proteste delle categorie economiche mettono in difficoltà il Governo. Le ultime sono quelle di Maurizio Marchesini, presidente di Unindustria Bologna, e del Rettore di Alma Mater Ivano Dionigi, in merito alla netta chiusura odierna da parte di Pdl e Lega Nord al voto anticipato. Pier Ferdinando Casini ha dichiarato che parlerà direttamente con Berlusconi della situazione di stallo che vive Bologna: “E’ necessario evitare una gestione commissariale troppo lunga che determinerebbe una paralisi della citta”.
Si susseguono anche le iniziative per andare al voto anticipato. Alla campagna di Repubblica con la raccolta di firme dei giorni scorsi per “il voto prima possibile” , fa da sponda oggi un editoriale del Corriere della Sera, dove Paolo Franchi condanna il rimpallo delle responsabilità sul commissarimento tra Pd e Pdl, e chiama in causa direttamente Berlusconi perché si adoperi in prima persona per trovare una soluzione.

Il ministro dell’Interno Maroni ha dichiarato alle agenzie di stampa che “Se il Parlamento facesse una leggina, si potrebbe andare alle urne anche ad aprile-giugno”. Maroni chiama dunque in causa il Parlamento sollevando il Governo dalle responsabilità. Non ci sarebbero contrarietà quindi all’approvazione di un emendamento di iniziativa parlamentare al decreto sugli enti locali e le Regione.

“E’ proprio quello che stiamo proponendo da alcuni giorni” , ha detto Salvatore Vassallo del Pd che ha presentato questo pomeriggio l’emendamento in Commissione Affari generali che consentirebbe ai cittadini bolognesi di eleggere il loro nuovo sindaco entro il 15 giugno. “Diversi parlamentari del centrodestra mostrano di condividerne il contenuto ma si dicono per ora impossibilitati a sottoscriverlo per un vincolo di coalizione imposto da una parte del Pdl che ancora riflette. Non ci sono ragioni per restare ancorati a dichiarazioni fatte a caldo nei giorni scorsi” .

Il parlamentare del Pd ha poi concluso dicendo che “Non si tratta di una ‘leggina ad hoc per Bologna ma di un intervento che ristabilisce i termini ordinariamente previsti dalla legislazione elettorale per gli enti locali. Termini che erano stati alterati,  straordinariamente, per il solo 2010, dal decreto 131 del 2009 al fine di accorpare le amministrative alle regionali”.

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