Continua la bagarre politica sul Civis

29 lug. – Sul Civis il Pdl cittadino insiste e rilancia. Non solo le Due Torri, ma anche il torresotto di via S.Vitale sarebbe in pericolo per il continuo passaggio degli autobus e per quello futuro del Civis. Lo sostiene in una nota Maria Teresa Bartolini, ex capogruppo dei berlusconiani al Quartiere Santo Stefano, ricordando l’Ordine del giorno approvato in Consiglio il 23 novembre 2009 con il quale si chiedeva al Comune di rivedere il percorso del tram su gomma. Per questo il Pdl si augura che il commissario Anna Maria Cancellieri “riesca a modificare il percorso del Civis, magari valutando la fattibilità del progetto Ascom“.
Dello stesso avviso anche il consigliere provinciale dell’Idv, Fabio Tartarini, secondo cui il tracciato proposto dall’Ascom è quello più “logico”: via Irnerio, via Dei Mille, Marconi, Ugo Bassi, Indipendenza, sono strade strutturalmente più larghe e con palazzi decisamente più recenti”. Secondo il dipietrista infatti “questo non significa voler essere Cassandre, ma nemmeno essere faciloni e approssimativi. Chi come me ha a cuore e ama Bologna, dovrebbe per un attimo abbandonare la casacca politica e ascoltare con attenzione quel che dicono gli esperti”. Del resto, sostiene Tartarini, il Civis, voluto dalla giunta Guazzaloca, “è un’opera che ora nessuno vorrebbe. Purtroppo siamo costretti a subirla, pena ulteriori costi per la cittadinanza”.
Per Paolo Natali, esponente Pd ed ex presidente della commissione Territorio del Comune, boccia l’idea di non far passare il Civis per il centro perché “oltre che difficile da assecondare in quanto contrasta con il progetto e con il contratto approvato, è contraria alle esigenze di trasporto pubblico che richiedono un collegamento rapido e diretto con il centro, verso il quale si manifesta la maggiore domanda di mobilità”. Natali attacca poi il Pdl: “Le speculazioni politiche di questi giorni del centrodestra, non sono altro che bugie dalle gambe corte, cui Boschi ha prestato argomentazioni del tutto inconsistenti, come già dimostrano le prime reazioni da parte dei tecnici”. L’esponente democratico è convinto che “non si debbano temere conseguenze negative sulla stabilità dei palazzi o addirittura sulle Due torri, come peraltro dimostrato dalla valutazione d’impatto ambientale fatta a suo tempo”.

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