Contestazioni a Renzi. In frantumi vetrina della sede Pd di via Galliera

Bologna 20 nov.- Durante il corteo che ha portato a sfilare per il centro il centinaio di contestatori di Matteo Renzi, arrivato a Bologna per chiudere la campagna elettorale di Stefano Bonaccini, è stata mandata in frantumi, a colpi di casco, la vetrina della sede del Pd di via Galliera. Il corteo si è fermato all’altezza del circolo Passepartout e un gruppo di persone si è staccato per colpire la vetrina mentre altri manifestanti coprivano la scena con uno striscione. Un cameraman è stato spintonato.

video dell’Agenzia Dire

I contestatori, che hanno raccolto l’invito di Ross@, Noi restiamo e Hobo, si erano trovati verso le 20 davanti al Paladozza dove c’era un ingentissimo schieramento di forze dell’ordine. Hanno rovesciato sacchi di terra sull’asfalto per simboleggiare il fango delle recenti alluvioni e lanciato uova di vernice verso gli agenti in assetto antisommossa. Poi sono partiti in corteo.

renzi contestatoErmanno Tarozzi è un iscritto Pd del circolo di via Galliera. Dopo aver appreso dell’assalto è uscito di casa ieri notte per verificare le condizioni del suo circolo. “Sporgeremo denuncia – spiega – Chi ha spaccato le vetrine ce l’ha col fatto che al circolo vengono fatte iniziative democratiche, e a loro queste cose non piacciono. La vetrinetta con le foto dei candidati ha resistito ai loro colpi, evidentemente la democrazia resiste alle intemperanze delle persone violente”.

 

L’azione contro il circolo Pd di via Galliera è stata rivendicata dal collettivo Hobo. “Renzi carogna fuori da Bologna! – si legge sulla pagina facebook di Hobo – Un numeroso presidio ha duramente contestato il caro leader Matteo Renzi, per la tappa bolognese del #RenziScappa tour. Come riportato dalle cronache e documentato dalle foto, c’erano più persone a manifestare fuori che gente dentro un PalaDozza deserto, a dimostrazione della radicale assenza di legittimità del nuovo Partito della Nazione e del suo capo. E probabilmente erano più i celerini a proteggere il PD che i suoi militanti, tanto che in molte occasioni è difficile distinguerli. I celerini hanno ricevuto quello che meritano: fango, uova di vernice e torce. Ci siamo poi ripresi le strade di Bologna, sanzionando la sede del PD tra via Riva di Reno e via Galliera. E a chi adesso strilla per una vetrina rotta, ricordiamo che, come si sa, chi semina vento raccoglie tempesta. Del resto, i meteorologi prevedono per i prossimi mesi sempre più tempeste sociali contro questo governo. E questa volta, a spalare il fango mandiamoci loro!”.


“Ieri sera – commenta il segretario Pd Bologna Raffaele Donini – abbiamo subito l’ennesima aggressione gratuita e vigliacca ad opera dei soliti antagonisti di professione. Vogliamo dirlo a gran voce: NON CI FERMERANNO! Non fermeranno certo la nostra passione politica con queste intimidazioni squadriste”.

“In merito all’assalto di ieri sera alla sede Pd Passepartout di via Galliera – scrive la Cgil Emilia Romagna – esprimiamo la nostra solidarietà al Pd, ribadendo con forza che gli attacchi a sedi di partito e istituzioni vanno considerati metodi inaccettabili di protesta”.

“Ridurre la contestazione politica a un gioco muscolare stanco e logoro – scrive su facebook il consigliere comunale Mirco Pieralisi – è il miglior regalo che si può fare a chi si pensa di avversare. Contrapporre all’arroganza del potere il linguaggio e il gesto dell’arroganza serve solo a specchiarsi, non a generare solidarietà. Parlando con la pancia, come si dice, direi una volta di più che la madre degli imbecilli è sempre incinta…

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