16 dic. – Strapparono il microfono all’assessore comunale alla Casa, Virginio Merola, costringendolo ad abbandonare la sala del circolo “La Fattoria”, interrompendo così una seduta pubblica della Commissione Casa del quartiere San Donato, il 10 ottobre 2006.
Per i 41 attivisti di Crash, Tpo, Rete universitaria e Mao, il giudice per le udienze preliminari di Bologna, Andrea Scarpa ha deciso il non luogo a procedere per tutti gli imputati. Il pubblico ministero, Morena Plazzi, aveva comunque già chiesto di prosciogliere 36 degli attivisti e di rinviare a giudizio cinque dei contestatori per violenza privata. Il giudice ha invece deciso di prosciogliere tutti.
La protesta era contro gli sgomberi di alcuni alloggi popolari in zona Bolognina da parte della giunta Cofferati. L’allora sindaco invocò misure penali contro gli attivisti, definendo l’episodio «di stampo squadristico».

