20 ott. – “Pensiamo alle famiglie non ai regolamenti“. Lo ha detto questa mattina il sindaco Virginio Merola rispondendo a chi chiedeva il suo parere sulla querelle aperta in città dalla proposta dell’assessore Amelia Frascaroli di aprire la consulta per la famiglia anche alle associazioni gay, come Agedo e Famiglie Arcobaleno. Le parole di Frascaroli avevano scatenato le prevedibili ire dei cattolici pd, subito pronti a smarcarsi, sia dall’apertura dell’assessore che dal favore con cui l’aveva accolta il capogruppo democratico Sergio Lo Giudice.
“Vorrei invitare tutti ad una prospettiva diversa” ha detto il sindaco, che si è schierato sulle posizioni dell’assessore Frascaroli rivendicando per l’amministrazione il dovere di difendere “tutte le famiglie“, a prescindere dalla loro composizione.
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In mattinata, il democratico Tommaso Petrella ha dettato alla stampa una dichiarazione in cui sottolinea come il riconoscimento delle famiglie omosessuali non sia né nel programma del Partito Democratico né in quello cui la coalizione ha vinto le amministrative sotto le Due torri.
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Intanto il fronte dell’associazionismo cattolico continua con il fuoco di fila: oggi è il turno di Francesco Murru, presidente della Acli, che nemmeno troppo velatamente minaccia di abbandonare la consulta se dovessero entrare associazioni Lgbt.
Sulla questione è tornata questa mattina anche Frascaroli che ha spiegato il suo essere favorevole ad accogliere Agedo e Famiglie Arcobaleno in Consulta facendo riferimento all’articolo 3 della Costituzione, quello che obbliga la Repubblica a rimuovere gli ostacoli all’uguaglianza tra le persone. Coime ricorda l’assessore, “l’articolo 3 viene prima del 29“, l’articolo sempre invocato dalle associazioni cattoliche a tutela dal proprio ‘pedigree’.
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