Consulenze all’osso. Solo 6mila euro

Bologna, 5 feb. – Solo 6.344 euro: è la spesa impiegata nel 2013 dal Comune per le consulenze esterne, solo l’1% di quanto sborsava nel 2009, molto meno di quanto imposto dalla legge e nettamente inferiore ai 143.000 euro di spesa preventivata a inizio anno e approvata dal Consiglio comunale.

Una cifra “eclatante”, afferma il direttore generale di Palazzo D’Accursio, Giacomo Capuzzimati, questa mattina in commissione. La somma esclude, trattandosi di altri capitoli, gli incarichi per spese legali e per ingegneria e architettura. Il Comune, spiega il direttore generale nell’udienza conoscitiva chiesta da Francesca Scarano della Lega nord, ha anche speso ulteriori 98.000 euro per lo stesso scopo, ma si tratta di risorse che arrivano da altri enti.

Le norme, infatti, impongono al Comune di preventivare (nella sua spesa corrente) per le consulenze, non più del 20% di quanto speso nel 2009: allora erano 2,9 milioni, nel 2013 se ne potevano spendere 143.000, ma se ne sono impiegati solo 6.344.

Quanto alle spese per consulenze con soldi che arrivano da altri enti, nel 2009 Palazzo D’Accursio aveva impiegato 1,3
milioni di euro, nel 2013 ne poteva preventivare 229.000, in realta’ ne ha spesi 98.000 (il 57% in meno). In tutto questo, il Comune deve fare fronte alla riduzione del personale, che nel 2010 costava 198,5 milioni, nel 2011 scendeva a 183,5, nel 2012 a 173,3 e l’anno scorso ha toccato quota 170,3 milioni. Non va infatti dimenticato, chiarisce la vicesindaco, Silvia Giannini, che il calo delle spese per consulenze esterne “è avvenuto in una situazione in cui il personale si sta riducendo a ritmi molto elevati”.

 

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