Bologna, 29 gen. – Quando doveva fare gestire i propri affari la cosca dei Grandi Aracri veniva in trasferta sotto le Due Torri. Il gruppo ‘ndranghetista, colpito ieri dall’operazione Aemilia che ha portato all’arresto in regione di 117 persone, si serviva dei servizi di Roberta Tattini, 48 anni, consulente bancario e finanziario con studio in Via Santo Stefano n.14. Tattini (in foto) è stata arrestata per concorso esterno in associazione mafiosa. La donna, aiutata dal marito Fulvio Stefanelli, non solo si occupa dei soldi della cosca, ma metteva in contatto i boss con altri operatori finanziari e li rappresentava a riunioni finanziarie fuori regione.“Faceva ciò nella piena consapevolezza di dare un apporto a un gruppo organizzato della ‘ndrangheta e ricercava in ciò anche una propria affermazione professionale”. Lo scrivono i magistrati, lo dimostrano le intercettazioni. “Il capo di giù, di Cutro, il grande […] il sanguinario“. Tattini raccontava così al telefono la visita ricevuta nel marzo 2012 da Nicolino Grande Aracri, boss dell’omonima cosca poi arrestato l’anno successivo. E ancora, rispondendo al marito che le esprimeva alcune riserve, rispondeva così: “Ma sono guadagnati puliti! Li prendiamo dal tribunale, ma ti rendi conto?”. Si riferiva probabilmente al tentativo di acquisizione dei beni provenienti dal fallimento della società Rizzi di Verona. Un’operazione su cui lavorò molto, “interfacciandosi anche con altri membri della criminalità organizzata del veneto”. Ma sono tanti i servizi che Tattini ha reso ai Grandi Aracri (e a Antonio Gualtieri, referente della cosca per la zona di Piacenza e Reggio Emilia). Si parla di un progetto per costruire uno impianto eolico a Cutro, provincia di Crotone, e dell’idea di creare un impianto per la produzione di insulina e citostatici in Calabria.
29/01/2015

