22 apr. – Dopo più di tre anni Giovanni Consorte torna sul luogo del “delitto”. L’ex presidente e AD di Unipol si è presentato oggi, come piccolo azionista, all’assemblea di UGF (Unipol Gruppo Finanziario) per contestare il bilancio 2008 che il gruppo di via Stalingrado ha presentato all’assemblea degli azionisti. Critiche a tutto campo: Consorte ha parlato di uno squilibrio costi-ricavi per oltre un milardo di euro, che richiederanno per la gestione 2009 un corposo aumento di capitale; rilievi anche sulla gestione di Ugf Banca e sull’allungamento della catena di controllo con la mancata fusione fra Holmo e Finsoe.
Il gruppo finanziario bolognese ha risposto alle accuse tramite il suo attuale amministratore delegato, Carlo Salvatori, che ha respinto al mittente le critiche dicendo che le perdite sono tutte dovute “ad ingenti svalutazioni dei titoli” generate dalla tempesta finanziaria di questi mesi e che comunque le “coperture” finanziarie operate recentemente mettono al riparo i bilanci. L’assemblea ha creduto alle parole di Salvatori e ha approvato il bilancio con il 99% dei voti.
Decisamente insoddisfatto della risposta Consorte che ha dichiarato: “questo gruppo è fermo, non ha una strategia, ha una struttura che non reggerà ai prossimi mesi”; promettendo una esposizione dettagliata delle sue critiche via internet.
La querelle però è continuata. A sua volta Pierluigi Stefanini, l’attuale presidente di Unipol, ha rimarcato il fatto che “la verità la diranno i fatti” e che Consorte “può fare quello che vuole … ma bisognerebbe avere più rispetto per le istituzioni” come il gruppo assicurativo bolognese “che è fatto di sei milioni di clienti e migliaia di dipendenti”. Ancora più secca e dettagliata la risposta di Salvatori che ha imputato alla precedente gestione di Consorte alcune diseconomie che UGF si trascina ancora.

