Bologna, 16 apr. – C’è anche Sel nel fronte dei Consiglieri in protesta contro la Presidente del Consiglio Comunale Simona Lembi. I vendoliani, M5s, Fi, Lega nord e gruppo misto, hanno disertato la riunione dei capigruppo. Sotto accusa il comportamento tenuto da Lembi durante l’ultimo Consiglio, quando si è votata la fusione tra Hera ed Amga, la multiutility di Udine. Secondo i critici non avrebbe rispettato il regolamento.
Le opposizioni, da cui si sfila l’Ncd, minacciano di non partecipare più a nessun incontro presieduto da Lembi, e quindi nemmeno al Consiglio, finché non darà chiarimenti formali. Sel, invece, pur manifestando ragioni simili, fa ‘sciopero’ solo oggi.
I vendoliani che peraltro erano contrari alla fusione, non hanno gradito la sospensione di più di un’ora sul documento in discussione, che ha visto il Pd e Centro democratico in una riunione durata più di un’ora con la vicesindaco Silvia Giannini e il segretario generale, Luca Uguccioni; alleati tenuti all’oscuro, mugugnano i vendoliani, e con l’assenso di Lembi. E poi c’è il problema della votazione sulla delibera, arrivata mentre tra il pubblico le maestre di Usb stavano inscenando una rumorosa protesta comprendo le voci dei consiglieri; il regolamento prevede che in caso di proteste la seduta sia sospesa.
L’intenzione iniziale dell’opposizione era di presentare una mozione di sfiducia contro Lembi, ma per farlo servivano 12 firme, che non sono arrivate.
A questo punto, le opposizioni hanno ripiegato su una dura lettera diretta a Lembi, al sindaco, ai colleghi e al segretario generale. Per Facci, Federica Salsi (misto), Massimo Bugani (M5s) e Manes Bernardini (Lega), Lembi lunedì ha compiuto una serie di errori. Per cominciare “non ha assolto il proprio compito di ‘assicurare adeguata e preventiva informazione ai gruppi consiliari ed ai singoli consiglieri sulle questioni sottoposte al consiglio'”, dato che nel corso del dibattitro “e’ emerso un nuovo importante documento”, la relazione degli esperti sul rapporto di cambio delle azioni.
Ma “addirittura”, la presidente del Consiglio “ha partecipato, con voto contrario, alla votazione sulla condizione sospensiva proposta da alcuni consiglieri”, oggettivando “la propria posizione di parzialità”, e dimostrando di “non essere affatto la garante delle regole e delle procedure come richiesto e imposto dal Testo unico degli Enti locali”.
Anche le minoranze, poi, sottolineano la lunga sospensione della seduta senza una spiegazione e le operazioni di voto che si sono svolte “in un contesto ambientale del tutto inadeguato, per la presenza rumorosa di manifestanti
che hanno impedito il loro regolare svolgimento”. Insomma, per le opposizioni, “il comportamento dell’attuale presidente del Consiglio, non e’ conforme ai compiti Istituzionali che è chiamata ad assolvere in qualità di garante dell’assemblea consiliare” e dunque, dovrebbe prendere atto “del clima di sfiducia nel proprio operato che ha contribuito ad alimentare, e che tragga le necessarie conseguenze in ordine alla continuazione dell’incarico fiduciario ricevuto, e così colpevolmente disatteso”.
Per queste ragioni Fi, M5s, Lega e misto non parteciperanno a nessuna riunione presieduta da Lembi, “fino a quando non verrà data una positiva risposta alla presente formale richiesta”.

