17 giu. – A prima vista un titolo come Confusional Quartet Play Demetrio Stratos sembra un bizzarro accostamento: che c’entra una delle band post-punk più rappresentative di un periodo storico e musicale in Italia, tornata alla ribalta qualche anno fa, con una delle voci più importanti della musica tout court, ma famosa per l’avventura con gli Area, fautori di un progressive che il punk e il post-punk apparentemente volevano distruggere? Tuttavia, indagando i retroscena della creazione dell’album, appena uscito, si scopre che la distanza tra il quartetto e il musicista greco è minore di quel che sembra.
A raccontarci i particolari è stato Enrico Serotti, chitarrista della band, che ha presentato l’album dal vivo a Bolognetti Rocks giovedì scorso. E già il luogo del debutto è significativo: infatti l’album è costruito sulle improvvisazioni vocali di Stratos registrate nel 1979 a pochi metri dal Quadriportico, al Teatro San Leonardo, sempre in via San Vitale. “E le registrazioni furono a cura di Gianni Gitti, nostro produttore”, ha raccontato Enrico ai nostri microfoni . E la distanza si accorcia, quindi, anche grazie all’ammirazione dei giovani Confusional per la band che aveva come “sottotitolo” International Pop(ular) Group: “Con quelle falci e martello in copertina era piuttosto difficile per gli Area varcare i confini nazionali, ma noi abbiamo avuto la fortuna di vederli dal vivo”, ha detto Serotti.
Basterebbero queste poche informazioni per ridimensionare il primo impatto del titolo del nuovo album del Confusional Quartet: ma ascoltando i brani, sia dal vivo (giovedì il live è stato eccellente) che su disco, ogni dubbio residuo se ne va. La musica del quartetto si sposa benissimo con le improvvisazioni vocali di Stratos, sia quando sono usate come strumento, come linea melodica tra le altre, sia quando (come in “Cometa rossa”) assumono una posizione più prominente (e sono accompagnate da una spiazzante cassa in quattro). Per saperne di più, ascoltate l’intervista!



