Bologna, 13 gen. – Piano Marshall, trasmissione di economia di Radio Città del Capo, ha intervistato Maurizio Marchesini, presidente di Confindustria Emilia-Romagna. Gli industriali si aspettano nel 2014 una situazione leggermente più favorevole rispetto al resto d’italia, anche se la crescita stimata per la regione si attesterà attorno al +1% (contro lo +0,7% stimato per l’intero paese). “Ci può essere una ripartenza e la creazione di nuovi posti di lavoro – spiega Marchesini che nei giorni scorsi aveva parlato di 15mila nuovi posti attivabili in caso di investimenti del Governo – quello che noi chiediamo alle istituzioni non sono soldi quanto un indirizzo generale a spingere sugli investimenti, trasparenza e velocità da parte delle istituzioni per favorire le imprese che vogliono investire“. Da questo punto di vista, dice il numero uno degli industriali emiliano romagnoli, il caso di Philip Morris che ha annunciato 600 nuove assunzioni in provincia di Bologna lascia ben sperare.
Proprio l’esempio di Philip Morris ha portato Romano Prodi a commentare che non è il costo del lavoro ad essere un problema in Italia. Marchesini concorda? “Il costo del lavoro resta un problema perché è brutalmente basso il netto che i lavoratori si mettono in tasca, e questo deprime i consumi. Confindustria da tempo chiede il taglio del cuneo fiscale, il problema quindi c’è anche se certamente non è l’unico”. Sulla possibilità di inserire eletti dei lavoratori nei cda delle granzi aziende o nei consigli di sorveglianza come succede in Germania, come propone Matteo Renzi nel suo annunciato Jobs Act, Marchesini è dubbioso: “Intanto è un’idea molto difficile da applicare alla generalità delle aziende perché le imprese in Italia sono piccole. Se parliamo di grande aziende bisogna valutare il grado di maturità: in Germania c’è molta esperienza maturata negli anni e i sindacati aiutano davvero a fare funzionare le cose. In Italia, prima di sperimentare qualcosa di simile, dovremmo invece cominciare da forme ancora non pienamente attuate per condividere con i lavoratori l’andamento aziendale“.


