Crisi, l’autunno fa tremare anche Confindustria

23 lug. – Rispetto al 2008, nel corso di quest’anno è diminuito dell’8,2% il numero delle aziende dell’Emilia Romagna che hanno effettuato investimenti. E’ quanto emerge dall’indagine, svolta su 502 imprese regionali, presentata oggi da Confindustria Emilia Romagna.
Dal confronto tra le previsioni per l’anno in corso e gli investimenti realizzati nel 2008 emerge che la spesa maggiore è stata dedicata a ricerca e sviluppo e al commercio estero. In netto calo gli investimenti in ICT, linee di produzione e mezzi di trasporto.

La crisi economica ha costretto due aziende su tre a rivedere le proprie strategie di investimento. Il 51,8% degli imprenditori intervistati ha dichiarato di aver innovato i propri prodotti, il 43% di essere intervenuto delocalizzando la produzione e il 36,3% di aver ridotto il personale.
Per gli industriali dell’Emilia Romagna, tra i fattori della crisi ci sono sopratutto le difficoltà a ottenere credito a medio-lungo termine, le richieste di garanzie aggiuntive da parte degli istituti di credito e la richiesta di riduzione degli importi dei prestiti.

Nonostante il cauto ottimismo nel presentare il report, i vertici di Confindustria non hanno potuto ignorare gli effetti che la crisi potrebbe avere al ritorno delle ferie estive. «La situazione in autunno sarà critica. Lo sforzo sarà quello di ridurre il più possibile le situazioni di chiusura», ha dichiarato la presidente di Confindustria E-R Anna Maria Artoni, rieletta oggi per il terzo (ed ultimo) mandato biennale dal direttivo regionale.
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Preoccupato, senz’altro più degli industriali, è sembrato il presidente della Regione Vasco Errani, che ha ricordato la disponibilità di 520 milioni di euro per gli ammortizzatori sociali in deroga per tutto il 2010 e l’accordo con il governo che potrebbe coprire l’eventuale fabbisogno extra.
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