Taxi in sciopero contro il Governo

 

22 gen. – E’ stato un incontro positivo quello tra il sindaco Virginio Merola e i rappresentanti dei tassisti bolognesi che si è tenuto a palazzo d’Accursio al termine di una mattinata di protesta. Centinaia le autobianche che hanno sfilato in corteo dal Parco Nord fino a piazza VIII Agosto. Scesi dai loro mezzi, i taxi driver bolognesi insieme a quelli modenesi, ferraresi, veronesi, fiorentini, pisani sono partiti in corteo alla volta di piazza Maggiore. Alla testa del corteo sfilava una bara con sopra l’insegna del taxi e dietro un grande striscione: “Taxi addio”.

Al termine dell’incontro con il sindaco e alcuni assessori, i volti dei portavoce dei tassisti erano distesi: “E’ stato un incontro schietto e molto franco” ha detto Franco Sarti di Unica Taxi Cgil in cui il sindaco si sarebbe detto “preoccupato” per l’eccessivo potere della nuova autority nazionale dei trasporti che dovrebbe decidere, insieme agli enti locali, sulla regolamentazione del settore. Che in alcune zone d’Italia, come Bologna e la Toscana, la situazione non sia tesa come a Roma o a Napoli, è noto. In città i tassisti sono pronti a collaborare: “Noi siamo disposti a una maggiore collaborazione per coprire gli orari con maggiori richieste- spiega Ermanno Simiani, presidente regionale di Uritaxi– sarà poi il sindaco a decidere se bastano le licenze attuali e ne servono altre”.

Al Parco Nord, prima della partenza del corteo, c’era poca voglia di parlare con i giornalisti. Probabile che la motivazione sia da ricercare nell’ordine di scuderia impartito da Cotabo, la più grande coop di tassisti cittadina, ai suoi soci: coi cronisti parlano solo i rappresentanti sindacali o della cooperativa. La ragione di questa stretta comunicativa sta nelle polemiche scaturite dall’intervista di Bernardo Iovene, della squadra di Report, ad un tassista bolognese che ha ammesso di evadere le tasse per necessità.

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