28 lug. – L’economia regionale delle piccole imprese è ferma. Il segno meno è la costante dell’ultima indagine congiunturale sull’artigianato e piccola impresa in Emilia Romagna presentata da Confartigianato. Dall’indagine, condotta su 900 imprese con meno di 20 addetti, nel primo semestre del 2009 la produzione e la domanda sono scese del 4,9% rispetto agli ultimi sei mesi del 2009. Di conseguenza si sono abbassati pure i fatturati (-4%) e i livelli di occupazione (-3,1%). Unici a rimanere pressocché invariati i prezzi dei fornitori e delle materie prime.
La meccanica, l’elettrica ed elettonica, i mobili e il legno sono stati i settori che hanno maggiormente accusato la crisi; le imprese del tessile, abbigliamento, concia, chimica, vetro, plastica e metallo quelle che hanno evidenziato i risultati meno negativi.
Secondo l’indagine di Confartigianato la seconda metà dell’anno sarà migliore di quella appena passata, anche se gli investimenti e la produzione continueranno a diminuire.
«Non sarà un settembre nero come tanti prevedono – ha detto il neo eletto presidente di Confartigianato Marco Granelli – il sistema di solidarietà delle piccole imprese è capace di reggere».
Ascoltagr028
La difficoltà maggiore per le piccole imprese rimane l’accesso al credito. Per il 21% delle aziende analizzate nel report le condizioni di credito si sono inasprite con la crisi.
«Le imprese hanno fatto il loro limitando i licenziamenti – ha dichiarato l’assessore regionale alle Attività produttive Duccio Campagnoli – adesso tocca alle banche. Devono lasciare da parte la loro miope burocrazia».
Ascoltagr0115

