27 apr. Lo Statuto dei lavoratori condanna colui che difese quello strumento fino a farlo diventare un simbolo.
«Il sindaco Sergio Cofferati, nella sua qualità di presidente della Fondazione Teatro Comunale, è stato giudicato dal giudice Filippo Palladino, del Tribunale del lavoro di Bologna, colpevole di condotta antisindacale, in base all’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori»: ne dà notizia la Cisl, che ha convocato stamene una conferenza stampa.
I fatti risalgono al 22 marzo scorso, quando i lavoratori scioperarono per quattro giorni in occasione della “Gazza ladra”. Sulla bacheca del Teatro trovarono un annuncio.
«C’era scritto — spiega l’avvocato della Fials-Cisal e della Fistel-Cisl, Renzo Cristiani — che nel caso di sciopero non sarebbero stati pagati nemmeno coloro che allo sciopero non aderivano: è come se in un’assemblea di lavoratori intervenisse l’imprenditore e si appellasse alle maestranze, è un atto intimidatorio».
I sindacati della Fistel e della Fials si sono appellati quindi all’articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori, per comportamento antisindacale. E’ un fatto “significativo“, e persino “triste” – dicono i rappresentanti dei lavoratori – che “l’ex segretario generale della piu’ grande organizzazione sindacale italiana sia stato condannato per comportamento sindacale lesivo del diritto di sciopero”
La prima udienza davanti al giudice del Tribunale del lavoro si era svolta il 22 aprile scorso. Oggi è arrivata la sentenza: il giudice “dichiara che l’affissione degli avvisi” costituisce comportamento antisindacale e ordina alla Fondazione Teatro Comunale di Bologna di astenersi da tali comportamenti”. Inoltre il Tribunale “condanna la parte convenuta alle spese di lite, liquidate in 1.300 euro per diritti e onorari”, oltre a Iva e spese varie.
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