Bologna, 27 gen. – E’ stata presentata la mozione di sfiducia nei confronti del vicepresidente dell’Assemblea legislativa Fabio Rainieri, condannato per il fotomontaggio di Cecile Kyenge, trasformata con photoshop in un orango.
A firmare la mozione i capigruppo di Pd (Paolo Calvano), Sel (Igor Taruffi), Movimento 5 stelle (Giulia Gibertoni) e Altra Emilia-Romagna (Piergiovanni Alleva), oltre che da altri consiglieri degli stessi gruppi.
“Nei giorni scorsi– si legge nella mozione– il tribunale di Roma ha condannato in primo grado il vicepresidente Fabio Rainieri per diffamazione aggravata da discriminazione. Pur nel massimo rispetto per le garanzie delle parti coinvolte e per il lavoro della magistratura, che un iter processuale non ancora concluso richiede, le motivazioni della condanna– affermano i firmatari- sono tali da risultare assolutamente incompatibili con il ruolo istituzionale di garanzia e di rappresentanza dell’Assemblea che il regolamento attribuisce alla figura del vicepresidente. La permanenza in Ufficio di presidenza di Rainieri– concludono i consiglieri a sostegno della mozione di sfiducia- contrasterebbe inoltre con i principi di rispetto, tolleranza ed integrazione di cui la nostra Regione si è sempre fatta portatrice”.
“Sto ancora valutando la situazione – spiega il diretto interessato – ma penso di attendere in aula il voto di sfiducia“. Come già fatto in passato il leghista si difende, si dichiara “vittima” di chi non rispetta la libertà di espressione e cita il caso di Charlie Hebdo. “Hanno manifestato per il diritto di satira e adesso invece si comportano altrimenti”. Rainieri sta ancora studiando il regolamento (“questa mozione di sfiducia potrebbe essere incostituzionale, valuterò”). Per intanto cita il caso Schettino. “Per lui hanno chiesto 25 anni (26 e 3 mesi, ndr), più o meno 8 mesi per ognuna delle 32 persone che avrebbe ucciso – ragiona Rainieri – A me per una vignetta hanno dato un anno e 10 mesi. Più 150 mila euro di danno morale”.
La mozione dovrebbe essere discussa nella prossima seduta del Consiglio regionale e ha abbondantemente i numeri per passare. Prosegue intanto, racconta l’agenzia Dire, la ”moral suasion” nei confronti di Rainieri (l’appello gli è stato rivolto pubblicamente anche ieri nel corso della seduta) perché lasci spontaneamente l’incarico di sua volontà. Almeno finora però il pressing è stato inutile e i vertici della Lega, Salvini compreso, lo hanno difeso.
Ecco uno dei contenuti apparsi recentemente sulla pagina facebook del leghista, colpevole, dicono i suoi difensori, di avere solamente esercitato la libertà di espressione.


