Professione sfruttatore, condannato un imprenditore edile

Un imprenditore di 50 anni residente a Bologna è stato condannato a 5 anni e 4 mesi e al pagamento di 35.000 euro per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, violenza sessuale e violenza privata. Dal 2004 al 2007 ha sfruttato una coppia di cittadini romeni, oggi quarantanovenni, venuti in Italia per lavorare. Il marito è stato impiegato in nero nei cantieri edili dell’imprenditore, sottopagato, mentre la moglie lavorava come colf, anche presso l’abitazione dell’uomo, sempre in nero. I due vivevano prima in un magazzino di 7 metri quadri affittato a 150 euro al mese, poi in uno scantinato a 200 euro, di proprietà dello sfruttatore. Contando sulla condizione di clandestinità della coppia, talvolta il lavoro non era nemmeno compensato. La donna ha più volte subito pesanti avances e approcci sessuali mentre il marito era al lavoro, oltre a minacce. Il manovale romeno si è poi infortunato cadendo da un’impalcatura: trasportato all’ospedale, ha ricevuto la visita di due persone che gli intimavano di non denunciare l’imprenditore, che gli avrebbe pagato le cure. Il giorno dopo si è dovuto invece recare al lavoro, in condizioni precarie. Dopo l’entrata nell’Unione europea della Romania la coppia si è decisa a denunciare lo struttatore, ed è partita l’inchiesta, coordinata dal Pm Valter Giovannini.

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