6 mar. – Depistaggi e manomissioni. Sono quelli delle prime fasi dell’inchiesta per la morte di Federico Aldrovandi. Il giudice di Ferrara Monica Bighetti ha condannato tre poliziotti con il rito abbreviato e rinviato a giudizio un quarto. Sono agenti che ebbero a che fare con i primi accertamenti sulla morte del ragazzo avvenuta durante un controllo di polizia all’alba del 25 settembre 2005 e per cui altri quattro poliziotti sono stati condannati per omicidio colposo.
Un anno al vice questore Paolo Marino, all’epoca capo delle volanti della Questura ferrarese che scoraggiò la pm di turno ad andare in via dell’Ippodromo dove il corpo di Federico era steso sull’asfalto. Marcello Bulgarelli, responsabile della centrale operativa è stato condannato a dieci mesi per omissione d’atti d’ufficio e favoreggiamento, l’ispettore di polizia giudiziaria Marco Pirani a otto mesi. Questi due agenti sono accusati di aver manomesso i brogliacci degli interventi di quella mattina. Per Luca Casoni il processo si aprirà il 21 aprile. Era al telefono con Bulgarelli che gli chiese come era morto Aldro, lui disse “stacca” e chiuse subito.

