2 ott. – Non c’è tregua per l’organizzazione del concerto in onore di Pavarotti previsto a Bologna il 12 ottobre. Non ci sarà infatti l’orchestra del Festival pucciniano, che avrebbe dovuto esibirsi in sostituzione dei musicisti del Teatro Comunale di Bologna, con cui il Comune e la Fondazione Pavarotti non hanno trovato l’accordo per la serata. Ad annunciarlo è la Fondazione del Festival di Torre del Lago, che in una nota rettifica “la notizia diramata quest’oggi, a proposito della partecipazione dell’orchestra del Festival Puccini al concerto promosso dalla Fondazione Pavarotti”. L’ensemble di Torre del Lago, infatti, “non è disponibile per la data fissata – si legge nel comunicato – e pur apprezzando il valore dell’iniziativa e il suo risvolto benefico, la Fondazione Festival pucciniano si è vista costretta a declinare la partecipazione”. Nel primo pomeriggio la vedova del tenore e assessore alla Promozione culturale di Palazzo D’Accursio, Nicoletta Mantovani, aveva annunciato la presenza dell’orchestra e la conferma del concerto, a rischio dopo lo strappo con i musicisti del Teatro comunale.
“Sono sconcertata– afferma la Mantovani- alle 18 di questa sera ho parlato con il maestro Alberto Veronesi (direttore musicale del Festival di Torre del Lago, ndr) e mi aveva assicurato che era tutto a posto. Non capisco perche’ abbiano cambiato idea“. In Comune si sospetta che dietro il forfait dei musicisti che avevano dato la disponibilita’ a Nicoletta Mantovani ci sia lo zampino degli orchestrali del Teatro comunale.
A tarda sera altro colpo di scena: la Fondazione Pavarotti e il Comune di Bologna cercano la “terza via”. Dopo lo strappo ormai insanabile con gli orchestrali del Teatro comunale di Bologna e il l’annuncio poi smentito della presenza dei musicisti del Festival pucciniano, arriva l’ennesimo comunicato. L’orchestra che suonera’ al concerto del 12 ottobre in onore di Luciano Pavarotti sara’ la “Art teatro” del Teatro sociale di Mantova, diretta da Carlo Pesta, direttore artistico del Festival pucciniano di Torre del Lago. Sarà la volta buona?

