Bologna 27 feb.- Lunedì 2 marzo in occasione dello sciopero dei lavoratori Seribo proclamato da Cgil e Cisl in vista della privatizzazione dell’azienda a scuola arriveranno i cestini preparati dall’azienda con panini, prosciutto, parmigiano, succo di frutta biologico e polpa di pera. E’ la fornitura di pasto alternativo come previsto da una clausola del contratto di servizio tra Comune e Seribo. Il Comune ha avvisato le scuole spedendo una comunicazione nella quale si specifica che non verranno garantite le diete speciali tranne quella vegeteriana e che prevede l’assenza di carne di maiale. Chi segue diete speciali si dovrà portare il cibo da casa facendo attenzione a portare a scuola cibi non facilmente deperibili e senza salse. Il Comune ha anche spiegato che nelle scuole secondarie di primo grado Farini e Irnerio, causa l’assenza del personale addetto allo scodellamento, il pasto verrà servito in monoporzione.
Il voto in consiglio comunale della delibera di giunta per la privatizzazione di Seribo slitterà: non sarà più il 2 ma il 9 marzo per aggiustare la delibera secondo le indicazioni emerse in commissione e proposte dal democratico Francesco Errani. La capogruppo di Sel Cathy La Torre dopo aver annunciato un orientamento positivo al voto se la delibera sarà migliorata ha corretto il tiro spiegando che il suo gruppo si asterrà: “non penso che voteremo comunque a favore. Al massimo, ci asterremo”.
Venerdì sera in via Andreini nella sala Nello Frassinetti si è tenuto un incontro tra i lavoratori Seribo e i genitori dell’Osservatorio mense e del Comitato 0/6 interessati a capire anche il punto di vista di chi lavora nell’azienda creata nel 2003 e partecipata dal Comune di Bologna, socio di maggioranza al 51%, e da Camst ed Elior sotto il nome di Campanella con il 49%.

