18 dic. – Costerà 8milioni di euro in più ai cittadini bolognesi il passaggio dal sistema Tarsu a Tares, la Tassa sui rifiuti e i servizi introdotta dal Governo con il decreto Salva Italia e che entrerà in vigore dal primo di gennaio. Ma “il Comune non ci guadagna nulla” dice la vice sindaco con delega al Bilancio, Silvia Giannini.
La ragione è questa: la nuova Tares, oltre ad incorporare interamente la Tarsu (riveduta e corretta secondo il criterio che paga di più chi produce più rifiuti), è composta anche da una tassa sui servizi indivisibili (ad esempio l’illuminazione pubblica delle strade) che viene calcolata in base alla metratura dell’immobile (30 centesimi di euro al metroquadro). Proprio quest’ultima parte, che corrisponde ad una stima complessiva di circa 7 milioni di euro, non costituirà un aumento di gettito per le casse comunali perché lo Stato diminuirà della stessa cifra i trasferimenti in favore del Comune.
Ai 7 milioni bisogna aggiungere poi il 1 milione circa dovuto all’incremento dell’inflazione già previsto da Ato. Si arriva così alla cifra di 8 milioni che i bolognesi si vedranno costretti a pagare nel passaggio da Tarsu a Tares.
Per quanto riguarda i rifiuti, secondo i calcoli del Comune, nel complesso non ci saranno aumenti anche se il cambio di algoritmo nel calcolo della cifra da pagare porterà a non poche sorpese. La Tarsu, infatti, era calcolata solo sulle metrature e vi era uno sconto per i nuclei mono famigliari. Ora, invece, con la Tares, oltre alla metratura viene considerato anche il numero di persone che vivono in una casa, secondo il principio che più persone producono più rifiuti.
Un esempio: due persone che vivono in un appartamento di 200 metriquadri, pagavano una Tarsu di circa 519 euro mentre con la Tares pagheranno poco più di 345 euro (con un risparmio di 174 euro). Al contrario, invece, una famiglia di 5 persone che vive in un appartamento di appena 75 metriquadri, a fronte di una Tarsu di 181 euro, dovrà pagare una Tares di 303 (con un aumento di oltre 121 euro). A queste cifra vanno comunque aggiunti i 30 centesimi per metroquadro dovuti per i servizi indivisibili.
Un sistema tariffario rigido che, come ha sottolineato Giannini, non consente al Comune di mettere in atto soluzioni redistributive che consentano di far pagare meno le famiglie in difficoltà. Per fare ciò bisognerà trovare altre risorse nelle pieghe del bilancio ma, alla luce dei 45 milioni di euro di tagli, la strada è tutta in salita.
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