11 magg. – La crisi cambia i consumi, anche quelli delle sostanze psicoattive e i consumatori di droghe si organizzano. Si consuma di meno, ma cercando di privilegiare la qualità per difendersi da un mercato sempre più invaso da sostanze “tagliate“, sempre meno pure e di cui spesso il consumatore non conosce la composizione. Per difendersi aumenta la fidelizzazione al proprio spacciatore e nascono i gruppi di acquisto per spendere meno, aumentando la solidarietà tra utenti ma anche il rischio di percorsi criminali.
Sono alcune delle tendenze emerse dalla ricerca qualitativa, basata su interviste, sull’uso di sostanze illegali realizzata dall’Osservatorio metropolitano Dipendenze patologiche dell’Asl, presentata questa mattina alla facoltà di Scienze della Formazione durante l’incontro “L’uso di droga ai tempi della crisi: stili di vita, modelli di consumo e strategie d’acquisto”.
Aumentano i consumatori abituali non problematici, che non sviluppano dipendenza dalle sostanze, sviluppando un modello di consumo socialmente integrato con cui, osserva il curatore della ricerca dott. Raimondo Maria Pavarin, “bisogna fare i conti”. pavarin-sito
Tra gli intervistati della ricerca c’era anche Massimo Lorenzani coordinatore del progetto Lab57-Alchemica che si propone di fornire supporto informativo e ascolto psicologico per i consumatori di sostanze psicoattive, soprattutto durante eventi autorganizzati e rave. Secondo Lorenzani le istituzioni in Italia non forniscono a consumatori e operatori sufficienti informazioni sulle sostanze. max

