1 set. – Si è concluso intorno alle 20 il sit-in convocato oggi pomeriggio a partire dalle 18 in piazza Nettuno dalla comunità gay di Bologna, in allarme dopo le violenze e gli episodi di intolleranza a danni di omosessuali che si sono verificati in diverse città italiane. Il tam tam è partito su Facebook ed sfociato nel presidio che ha visto la partecipazione di oltre 400 persone. “Ci sembra che in questo momento, dopo ripetuti atti di violenza omofoba che hanno messo a rischio la vita di molte persone, sia importante farci vedere – si legge nell’appello – prendendo la parola coi nostri corpi, con le bandiere rainbow del movimento e senza attendere di essere convocati”. Al presidio hanno partecipato anche rappresentanti delle istituzioni e della politica, a partire dal sindaco Flavio Delbono, accolto con un applauso, e continuando con il presidente del Consiglio provinciale Virginio Merola, il segretario cittadino del Pd Renato De Maria e Katia Zanotti di Sinistra democratica.
A promuovere il sit-in è stato un gruppo di attivisti, “uomini e donne, gay, lesbiche, bisessuali, trans e queer ed eterosessuali”. L’iniziativa è gemellata alla fiaccolata che percorrerà stasera le strade di Roma.
Intorno alle 22 di stasera, alla Festa dell’Unità a Parco Nord, allo stand del Cassero verrà proiettato il documentario “Due volte genitori“, che racconta le storie di padri e madri di giovani gay e lesbiche che riscoprono i propri figli alla luce della loro sessualità.
Maurizio Cecconi, di Arcigay, ricorda che Bologna non è un’isola felice esente da discriminazioni ed episodi di omofobia e transfobia, e per questo durante la giornata di oggi ha invitato tutti i bolognesi a scendere in piazza.
Iniziative contro l’omofobia e le discriminazioni

