Nota stampa: Hera Comm Mediterranea (3/12/09)
L’azienda intende con questa nota ricostruire la vicenda che ha portato il Gruppo Hera ad avere la quota di maggioranza in una società di commercializzazione di energia elettrica, denominata oggi Hera Comm Mediterranea (già Cales S.r.l.), in cui il socio di minoranza è SCR, che ha espresso in seno a Cales due consiglieri, di cui uno è l’imprenditore Giovanni Cosentino.
Socio di SCR fin dal 1997 è Monte Paschi Fiduciaria S.p.A. (come risulta dalla Camera di Commercio).
Nel 2001 (delibera n.° 11 del 29 gennaio) il Comune di Sparanise, sulla base di richieste ricevute nel 2000 per la costruzione di una centrale da 800 MW sui terreni ex Pozzi di proprietà di SCR e della selezione indetta dal Consorzio Volturno Nord S.p.A. a cui partecipò anche Ami (allora azienda multiservizi di Imola) che risultò aggiudicataria, deliberò che quest’ultima era “l’unica in grado di soddisfare al meglio le esigenze di rispetto e tutela dell’area da riqualificare e le specifiche esigenze economiche, sociali ed ambientali manifestate dal Comune di Sparanise.”
Sempre nell’anno 2001 AMI sottoscriveva con EGL, operatore a livello europeo nel settore energetico, un accordo in virtù del quale le parti si impegnavano a valutare congiuntamente la fattibilità del progetto di realizzazione della suddetta Centrale.
Parallelamente, tra la fine del 2001 e l’inizio del 2002, venivano costituite due società: la prima, denominata Cales, avente ad oggetto la commercializzazione dell’energia, che aveva in qualità di soci AMI S.p.A. (50.01%), EGL(20%) e SCR Srl (29,99%) e la seconda, denominata Calenia Energià S.p.A, per la costruzione della centrale, partecipata per il 90% da EGL e per il 10% da Cales.
Fu successivamente Calenia a curare direttamente l’acquisto definitivo del terreno da SCR.
Entra in scena a questo punto Hera, che era stata costituita il 2 novembre 2002 dalla fusione di 12 società multiservizi dell’Emilia Romagna, tra cui AMI.
Hera subentra quindi in tutte le partecipazioni delle società integrate, tra cui Cales e Calenia.
Nell’anno 2004, dopo il rilascio da parte del Ministero delle Attività Produttive dell’autorizzazione alla costruzione della centrale (dopo avere acquisito parere favorevole dalla Regione Campania e la VIA dal Ministero dell’Ambiente), si definisce il riassetto societario di Calenia Energia e Cales al fine di addivenire alla separazione tra la proprietà dell’impianto, in capo a Calenia, e l’attività di commercializzazione dell’energia in capo a Cales, che muta la denominazione in Hera Comm Mediterranea.
In seguito a ciò il nuovo assetto di Calenia Energia vedeva EGL detenere una quota pari all’85% ed Hera una quota pari al 15%, mentre, in Cales, EGL cedeva il 20% a SCR che veniva così a detenere il 49,9% (quota tuttora detenuta) .
Hera Comm (società di vendita di energia detenuta al 100% da Hera), detiene il 50.01% di Hera Comm Mediterranea e in ragione di tale quota esprime l’Amministratore Delegato, oltre al Presidente e a un Consigliere. Per quanto riguarda i soci di minoranza, agli stessi non sono state riconosciute deleghe gestionali e la loro attività si è sempre svolta nel limiti propri di tale ruolo.
La costruzione della Centrale ha consentito al Gruppo Hera di disporre di quantitativi importanti di energia (oltre il 10% delle vendite) per i propri clienti a un prezzo competitivo, considerate le caratteristiche tecnologiche dell’impianto, nonché la possibilità di procedere alla vendita di energia in loco tramite Hera Comm Mediterranea, la cui unica attività è la commercializzazione dell’energia elettrica in Campania e zone limitrofe.
A questo proposito si evidenzia che i bilanci di Hera Comm Mediterranea sono soggetti all’andamento del mercato elettrico e non “rendimenti assicurati” come in taluni casi è stato scritto. Se infatti il bilancio 2008 si è chiuso positivamente, lo stesso non potrà dirsi per il bilancio 2009, in relazione all’andamento del mercato elettrico del corrente anno.
Numerose altre sono state in queste ultime settimane le dichiarazioni inesatte comparse sulla stampa.
Per prima cosa ci preme evidenziare che non c’è alcuna violazione della normativa antimafia né del codice dei contratti pubblici in cui tale normativa è confluita. Nel caso di Hera Comm Mediterranea – che peraltro dispone tutt’ora di un regolare certificato antimafia – la norma del codice appalti è totalmente irrilevante e ciò non per mere questioni formali, ma perché Hera Comm Mediterranea offre sul libero mercato forniture di energia che il singolo – individuo, ente o impresa – può decidere di acquistare o non acquistare in tutta libertà e che, soprattutto, può acquistare da numerosi altri operatori che liberamente agiscono sul mercato.
L’attività suddetta non rientra invece nella disciplina dei contratti pubblici, peraltro entrata in vigore nel 2006, che all’art. 38 vieta l’intestazione fiduciaria, in ragione dell’esigenza del committente di evitare di perdere il controllo del soggetto che ha realmente partecipato alla procedura di gara (per lavori, forniture, servizi) indetta dalla Pubblica Amministrazione.
Inoltre per quanto concerne la presenza di componenti del Collegio Sindacale della Capogruppo in società partecipate dal Gruppo, e quindi anche in Hera Comm Mediterranea, si ricorda che la Consob con comunicazione del 20/02/1997 n.° 97001574 raccomanda che “… almeno un componente del Collegio Sindacale della Capogruppo sia nominato Sindaco nei Collegi Sindacali delle società controllate. La partecipazione diretta rappresenta, infatti, lo strumento attraverso il quale agevolare l’acquisizione, da parte del Collegio Sindacale della Capogruppo, delle informazioni necessarie ad adempiere le funzioni di propria competenza.”.
Ciò, continua Consob, ” al fine di accrescere a favore del Collegio Sindacale la trasparenza sull’attività svolta dalla società, anche attraverso imprese controllate…”
Naturalmente il Gruppo Hera continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione dei fatti, gestendo, come ha sempre fatto secondo una linea di trasparenza e correttezza.

