Comune “pilato” sulla moschea

21 apr. – Che lì non possa stare – secondo il Comune – è assodato. Mancano i parcheggi e il traffico nelle giornate di preghiera va in tilt. L’amministrazione si arrende però all’impossibilità di trovare una sistemazione alternativa. La lunga trattativa intrapresa negli ultimi anni per un nuovo luogo di culto in zona CAAB si è incagliata in ostacoli insormontabili. Le pressioni dei costruttori, le rimostranze di residenti e comitati, persino il timore per il passaggio di un oleodotto nel terreno scelto.

Prima di andarsene, la Giunta Cofferati ha prorogato il diritto dei fedeli musulmani a pregare in via Pallavicini. Ma soltanto fino alla primavera del 2010. Il tempo minimo affinché la prossima amministrazione possa decidere un’alternativa. Nell’accordo si stabilisce l’uso gratuito della sede, dal momento che il Centro di Cultura Islamica ha sostenuto spese per la ristrutturazione straordinaria per circa 270 mila euro.

Il Centro di Cultura Islamica è proprietario di un terreno in via Felsina. Proprio sulla permuta di quel terreno si era incentrata la trattativa, che prevedeva che nell’area la Provincia procedesse all’ampliamento di una scuola superiore.

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