Comune e gestore autostradale litigano sulla chiusura del nodo bolognese

22 dic. – Dopo che in mattinata per il ghiaccio erano stati chiusi tutti i caselli delle autostrade dell’Emilia-Romagna, alle 14.45, l’Anas comunicava che sono di nuovo aperti in A1 il tratto Parma-Casalecchio, in A14 Borgo Panigale-Faenza; in A13 Bologna-Ferrara. Riaperte A14 e A13, con la sola eccezione della A14 bis, 20 chilometri tra Faenza e Ravenna. Diversi i tir finiti di traverso a causa del ghiaccio, presente soprattutto in pianura. Segnalati molti piccoli incidenti, oltre a quello che al chilometro 50 dell’A14, all’altezza di Forlì in direzione sud, nelle prime ore della mattina ha coinvolto una ventina di veicoli. In tangenziale il traffico continua a essere intenso.

All’aeroporto Marconi una decina di voli sono stati cancellati, ma alle 16,30 è arrivato il liquido antigelo per trattare le ali degli aerei prima del decollo – le scorte erano state esaurite questa mattina e la cisterna, partita ieri dalla Germania con un carico di 23 mila litri, era stata rallentata dalle condizioni meteorologiche e di viabilità. Lo scalo è rimasto «chiuso dalle ore 1.53 alle ore 6.40 perché le condizioni di ghiaccio sulla pista non garantivano la sicurezza delle operazioni di volo», spiega il gestore Sab.

In stazione, invece, è stato soppresso il 40% dei treni pendolari.

Gli effetti della nevicata sulle strade e autostrade bolognesi hanno fatto litigare il Comune e la società Autostrade. Il gestore autostrale, accusato di aver costretto le auto a riversarsi sulle strade cittadine a causa della chiusura nel nodo autostradale bolognese, ha replicato: «Prima di tutto, la sicurezza».
E in città, sui bus si gela, denunciano gli autisti della Filt-Cgil. L’azienda, sostengono, ha messo in circolazione decine di mezzi senza il riscaldamento adeguato.

Respingono le accuse di disservizio i taxisti. In una nota, Taxi Cat (Consorzio Autonomo Tassisti) e Ascom Taxi sottolineano come le lamentele per la mancanza di taxi siano state causate da fattori che non riguardano i tassisti: «La categoria – scrivono – non può accettare di essere incolpata di disservizi o addirittura di mancanza di servizio, altri soggetti deputati forse non hanno operato bene o con troppo ritardo». I tassisti spiegano che i ritardi dei treni hanno fatto convergere una grande quantità di passeggeri nella zona della stazione e i trasporti pubblici ne hanno risentito.

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