5 mar. – Marco Tutino ha schierato e presentato per la prima volta tutto il suo staff per difendere il lavoro svolto dal suo insediamento. Che sia la paura di non venire riconfermato a settembre alla scadenza di mandato, come ha chiesto la Cisl e come ricordato dal commissario Cancellieri alla riunione di ieri con i rappresentanti della Fials Cisal? “E’ un tema che mi pongo anch’io, ma non è così interessante sapere se resto, è più interessante sapere se il Teatro si è dato gli strumenti per sopravvivere” – ha risposto il sovrintendente. Tutino ha rivendicato la propria azione, prima ricordando che al suo arrivo ha ereditato un debito di oltre 8 milioni di euro, poi elogiando la riduzione delle perdite (attualmente circa 2,4 milioni); infine, spiegando la linea di “rigore maniacale, sacrificio di abitudini” messa in campo “per non toccare gli stipendi“. Poi Tutino ha attaccato gli enti locali, accusando Comune, Provincia e Regione di contribuire (“Nessuno dà così poco in Italia”) in minima parte al finanziamento del teatro. La cifra complessiva di contributi per il 2009 sfiora complessivamente i 3milioni di euro. Il sovrintendente ha ricordato che grazie alla ripatrimonializzazione da 19 milioni di euro con il Comune, il teatro è salvo e si può pensare con più tranquillità ad attuare il piano industriale che prevede l’azzeramento delle perdite tra due anni. Quanto alle assunzioni, punto caldo sollevato dai sindacati, Tutino afferma di aver avuto contatti con il Ministero, che ha spiegato che è proibito indire concorsi. “Proibito dalla legge” – ha sottolineato. “Anche se volessi, non posso farlo”.
