Bologna commissariata. Il presidente del S.Stefano (Pdl): «Prima va via, meglio è»

16 feb. – Mancano due giorni all’arrivo del commissario prefettizio in città, e sono ancora tanti i dubbi su quel che accadrà a Bologna nei prossimi mesi. «La legge stabilisce che il commissario è dotato di poteri individuati nel decreto del presidente della Repubblica. Normalmente la formula di rito contenuta nel decreto stabilisce che al commissario sono conferiti i poteri attribuiti al sindaco, alla giunta e alla Consiglio comunale» racconta il costituzionalista Andrea Morrone ai nostri microfoni. Ampi poteri quindi, che possono spaziare dall’ordinaria alla straordinaria amministrazione. E se ci fosse da decidere sul nuovo stadio? «Diciamo che ci sono delle decisioni, particolarmente impegnative, che meritano una larga discussione, un confronto politico vero. Decisioni del genere possono essere sospese o rinviate. Ma potenzialmente, i poteri del commissario sono straordinari da pensare anche a un intervento di così ampia rilevanza». E chi celebrerà i matrimoni in Comune, chiedono gli ascoltatori? «Lui, o altri per sua delega, possono svolgere questa funzione».

I comuni attualmente commissariati, chi per ragioni politiche, chi per ragioni giudiziarie, non sono centri importanti come quello di Bologna. Un’anomalia quindi quella che stiamo per affrontare? «Certamente non è normale ma non drammatizzerei – aggiunge Morrone -. Essendo una città così importante con un tessuto sociale ed economico vivace e attento, ho l’impressione che chiunque sia il commissario osserverà la città con molta attenzione».

Nel frattempo il centrodestra esulta per l’arrivo del commissario, tanto che il senatore del Pdl Filippo Berselli rassicura il mondo economico bolognese sugli ampi poteri che avrà la persona inviata da Maroni sotto le Due Torri. «E’ come un podestà» afferma il coordinatore regionale del Pdl. Ma tra gli amministratori l’entusiasmo non è lo stesso, tanto che il presidente del quartiere Santo Stefano, Giuseppe Mioni, del Pdl, chiede un commissariamento breve della città. «Speriamo sia un buon commissario, ma prima tornerà a casa meglio sarà. Ci sono problemi amministrativi enormi da risolvere, come il sociale e gli sportelli di quartiere. Ma c’è anche il problema della scuola, noi abbiamo nel nostro quartiere bisogno di urgenti interventi di edilizia scolastica, ci sono bambini in lista d’attesa che non sappiamo dove mettere».

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