15 feb. – Le categorie economiche non hanno fatto cambiare idea ai vertici del Pdl locale. Durante la riunione alla Camera di Commercio di Bologna con rappresentanti delle imprese, delle cooperative e del sindacato, il senatore Filippo Berselli ha ribadito il proprio no al voto anticipato, motivandone l’inutilità: “Il commissario prefettizio ha valenza di diritto politico-amministrativo e riunisce i poteri del sindaco, del Consiglio comunale e della Giunta”. Ad esempio “può fare nomine e designazioni in società partecipate”. Di conseguenza, “non ha solo poteri da sindaco, ma quasi da podestà” ha detto Berselli, che al termine del proprio intervento ha lasciato l’aula, non prima di invitare i presenti alla Camera di Commercio a interpellare il ministro Maroni per verificare quali sono i poteri del commissario. Del resto la preoccupazione di Berselli di avvantaggiare i concorrenti alle elezioni è ben espressa nel suo intervento: “il voto a giugno non sarebbe solo ad Bononiam, ma ad Partitum democraticum“. Una linea legalitaria ribadita dal deputato Pdl Enzo Raisi che ha affermato che dopo aver votato, insieme a gran parte dei colleghi presenti in aula, una legge che impedisce di aprire due finestre di voto nello stesso anno per risparmiare, ora non vuole votare una norma “all’italiana” per aggirare il provvedimento. Inutili le prolusioni dei parlamentari Pd, tra i quali Salvatore Vassallo, che ha spiegato l’origine dell’emendamento presentato alla Camera per votare a giugno, mentre Gianluca Galletti (Udc) ha invitato il Parlamento a convergere con la sua proposta di fare una legge ordinaria che permetta il voto in autunno. L’unico a fare una distinzione e a invocare il bene della città e tempi brevi dalla file del centrodestra è il parlamentare Giancarlo Mazzuca.
Il presidente della Camera di Commercio, Bruno Filetti, ha confermato la volontà di chiamare il ministro Maroni, per presentargli alcuni nodi importanti per la città. Quanto alla data delle elezioni, in politica “Mai dire mai. Siamo in campagna elettorale”, ha detto, lasciando intendere che i partiti non prenderanno decisioni prima di aver capito qual è l’orientamento degli elettori alle Regionali. Sui poteri del commissario, Filetti si chiede: “Allora perché esistono i sindaci e non abbiamo commissari in tutte le città?”

