Colza e girasole per le biomasse

15 nov. – Verde Energia, è questo il nome della prima Organizzazione di Produttori (Op) italiana del settore agroenergetico, nata per iniziativa di Confagricoltura e riconosciuta dalla Regione Emilia-Romagna.

L’associazione riunisce gli agricoltori orientati alla coltivazione di cereali e piante oleaginose come colza e girasole, destinati alla produzione di biomasse e, dunque, di energia. Conta già un centinaio di soci emiliano-romagnoli e una ventina provenienti da regioni limitrofe, con l’idea di coinvolgere anche altri imprenditori che usino la colza nella rotazione di altre colture.

Per rispettare gli obiettivi comunitari, l’Italia entro il 2020 dovrà triplicare la propria produzione e il proprio consumo di combustibili che rientrano nella categoria delle biomasse, passando dagli attuali 5,5 Milioni di Tonnellate di Petrolio Equivalente (Mtpe) ai 16,5 richiesti dalle normative sulla diversificazione delle fonti rinnovabili. Verde Energia si pone, quindi, come primo obiettivo quello di fare “massa critica” e promuovere lo sviluppo della logistica, della produzione e della trasformazione delle biomasse. Ma anche i rapporti col mercato, per raggiungere gli obiettivi comunitari e sviluppare una nuova filiera.

Nelle parole del presidente di Confagricoltura, Antonio Caliceti, l’intenzione è quella di creare dei veri e propri standard che aumentino l’efficienza combustibile del prodotto attraverso percorsi di certificazione e garanzia.

L’Assessorato regionale all’Agricoltura ha attivato iniziative per sostenere l’Op, per la semplificazione burocratica e facilitare l’accesso al credito.

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