Colf e badanti in cerca di regolarizzazione

26 ago. – Sono parecchie decine le persone che ogni giorno si rivolgono al Centro lavoratori stranieri della Cgil per avere informazioni e compilare le pratiche per la regolarizzazione di colf e badanti. Allo sportello però difficilmente arrivano le persone interessate in prima persona. Dall’8 agosto, infatti, la clandestinità è diventata reato e chi lavora presso famiglie con i documenti non in regola rischia di essere trasportato al Cie (centro di identificazione ed espulsione) e poi rispedito al paese d’origine. Così a fare la fila ci sono amiche o conoscenti, disposte a tentare di districarsi tra moduli di pagamento e la lista di documenti da presentare. Chi è già in regola fa da sponda a chi si deve nascondere, almeno fino al primo settembre. Da quel momento sarà possibile inviare la domanda via web o presentarla tramite Caaf. E’ invece possibile da qualche giorno, dal 21 agosto per la precisione, fare il versamento di 500 euro tramite il modello F24. La cifra, secondo la norma, è a carico della famiglia, così come i contributi che dal momento della regolarizzazione devono essere versati all’Inps. In realtà, ci dicono alcune lavoratrici straniere, a pagare saranno le badanti, soprattutto per l’una tantum da 500 euro. In via Marconi si presentano anche datrici di lavoro, che accompagnano la colf che lavora in famiglia. «A nostro rischio e pericolo» – racconta una signora – «dal momento che se la lavoratrice venisse fermata senza permesso di soggiorno potrebbe essere espulsa». Ci sono poi le reduci, quelle dei decreti flussi del 2002, 2003, 2007… Hanno dovuto vivere da clandestine in attesa del “momento buono”. «La legge italiana cambia sempre» – racconta una badante in Italia dal 2001, che sta cercando di aiutare il figlio a raggiungerla – «per chi si comporta bene è molto dura, mentre per chi è cattivo c’è sempre una via d’uscita».

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