Codrignani vota B: “Troppo tardi”

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14 mag. – Il referendum si avvicina e sul proprio sito l’amministrazione decide di mostrare i dati di spesa per la scuola d’infanzia in un vademecum. E lo fa fa rispondendo alle tante domande (e critiche) emerse in questi mesi. Mostra come sia l’unica città in Italia con una maggioranza di scuola pubblica dell’infanzia comunale, quale percentuale (3%) viene speso per le scuole private, come ci siano ancora 179 posti liberi nelle scuole d’infanzia, 55 in quelle comunali.

Dati parziali secondo i referendari che aggiungono a quelli del Comune altri dati: quelli dei 423 bambini che l’anno scorso non hanno trovato posto, l’ammontare delle rette alle private e la cifra del totale dei finanziamenti alle scuole private (compresi il contributo regionale e quello statale).

Lo scontro a Bologna oggi è a colpi di numeri, ma prosegue anche nei numerosi incontri organizzati tra i due fronti in città. Nel pomeriggio il dipartimenti di Scienze dell’Educazione ha organizzato un confronto tra le posizioni. Questa sera a parlare a favore del B, al circolo Passpartout sarà l’ex presidente del Comitato Articolo 33. Giancarla Codrignani ha abbandonato due anni fa quella battaglia e ora spiega: “Oramai è troppo tardi, bisogna salvare il salvabile”.

Nel frattempo si allunga la lista dei sostenitori dell’abolizione dei finanziamenti comunali alle scuole private. Ad appoggiare l’opzione A anche Gino Strada, Riccardo Scamarcio, Neri Marcorè, Isabella Ferrari, Roberto Freak Antoni, Paolo Nori, Pino Cacucci, Michele Serra ed altri.

Per il giorno del referendum, il 26 maggio, si cercano osservatori dei seggi. L’appello è del comitato Articolo 33 per “verificare che le operazioni di voto si svolgano regolarmente”.

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