Co2, risparmi gonfiati: ecco perché…

Sapendo che gli italiani dormono mediamente per 6,5 ore al giorno, questo significa che in qualunque ora della giornata il 27,1% degli italiani sta dormendo.
Sapendo che attualmente ogni KWh prodotto (in Italia) comporta un’emissione di 0,53 Kg di CO2 nell’atmosfera, questo significa che ogni KWh riparmiato evita l’emissione nell’atmosfera di 0,53 Kg di CO2.

Entrambe le affermazioni sono false, la prima lo è in modo volutamente evidente, sulla seconda invece si basano le politiche “ecologiche” per il protocollo di Kyoto.

Dunque, nel primo caso si presume che ogni uomo dorma 6,5 ore al giorno e che queste ore siano spalmate a caso durante la giornata, del tipo che ogni quattro ore mi faccio una pennichella di un’oretta. Alla fine della giornata ho dormito circa 6,5 ore. L’affermazione è falsa perché non tiene in minimo conto di quali sono le abitudini, e cioè che si tende a dormire prevalentemente durante le ore notturne.

Nel secondo caso si presume che in qualunque momento della giornata le varie componenti energetiche (idroelettrica, termoelettrica, fotovoltaica, eolica etc etc) partecipino sempre con la stessa percentuale a soddisfare il fabbisogno. La media statistica dice che l’apporto dell’idroelettrico è circa il 15% sul totale dell’energia prodotta, ma questo non significa che in qualunque momento della giornata il 15% del fabbisogno venga soddisfatto dalle centrali idroelettriche.
Ci sono momenti della giornata in cui l’apporto idroelettrico è vicino a zero, ad esempio durante le ore notturne, poi nei momenti di picco l’apporto può essere anche dell’ordine del 20-25%.
Durante la fascia oraria che va dalle 22 fino alle 7 della mattina, durante il sabato e i festivi e le centrali termoelettriche producono energia in eccesso e sono impossibilitate ad abbassare la produzione.
Come è possibile, riducendo i consumi in quella fascia ridurre anche la CO2 emessa?

Non è materialmente possibile. Ergo, affermare che ogni kwh risparmiato equivale a una precisa quantità di CO2 non emessa è falso, in quanto non si tiene in nessun conto della fascia oraria in cui il consumo o il risparmio si verifica, e per quanto tempo questo si prolunghi nel corso della giornata.

Per quello che riguarda i semafori, dove è ipotizzabile (a parte il lampeggio sul giallo nelle ore notturne) un consumo pressoché costante durante la giornata, si può affermare che effettivamente una riduzione dei consumi possa comportare una minor emissione di CO2 nell’atmosfera in ragione di 0,53 Kg per ogni KWh risparmiato, però da questo calcolo vanno comunque sottratti i consumi che avvengono in regime di sovrapproduzione, ovvero dalle 22 alle 7 di mattina di ogni giorno feriale, nonchè l’intero consumo dei week end e dei giorni festivi.
Un minor consumo di elettricità in questi periodi non può trasformarsi in riduzione di CO2 emessa nell’atmosfera, ma tuttalpiù può trasformarsi in una maggiore quantità di acqua nei bacini idroelettrici.
Infatti i produttori di energia elettrica sfruttano questa energia in eccesso per ripompare acqua dai bacini di valle a quelli in quota, nella nostra provincia i due impianti di Suviana e del Brasimone, svolgono proprio questa funzione.
Un calcolo più preciso circa la riduzione di CO2 emessa andrebbe fatto sottraendo dai 13500 quintali all’anno dichiarati, l’emissione non “riducibile” che si verifica durante le ore notturne e i festivi.
Nelle 52 domeniche, più le 13 festività canoniche non può avvenire alcuna riduzione di CO2 emessa, che può essere stimata in circa 2400 quintali all’anno.
Nei 300 giorni rimanenti è impossibile ridurre l’emissione di CO2 per almeno 8 ore al giorno e questo corrisponde a circa 3700 quintali di CO2 dichiarata come non emessa, ma che in realtà viene emessa ugualmente.
Una stima più attinente alla realtà dovrebbe quindi dichiarare una riduzione dell’emissione di CO2 vicina ai 7400 quintali all’anno.

di Amos Bonato
(elettrotecnico, tecnico informatico)
per approfondire: babylonbus.org

Tag

3 commenti

  1. Bello e interessante, ottimo contributo, fa pensare…

    Comment by giorgio on 26/02/2009 at 16:38

  2. Non si tiene conto in questa analisi del lento ma inevitabile progresso delle fonti rinnovabili nella produzione elettrica italiana. Cioè il quadro della produzione elettrica sta cambiando e cambierà ancora di più in futuro. Solo nello scorso anno sono stati installati 1000 MW eolici e molti pensano che nel giro di una decina d’anni la potenza eolica potrebbe raggiungere i 16-20 MW (considerate che in Spagna sono arrivati da zero a cifre simili in una decina d’anni). E’ comunque giusto ragionare nei dettagli, il mio consiglio è di sostituire le lampade a incandescenza solo nelle zone giorno (cucine abitabili, soggiorni, camere da pranzo) e in tutte le stanze dove si lavora e/o si studia con continuità. Nei punti luce che invece vengono accesi solo saltuariamente e per pochi attimi è meglio lasciare la vecchia lampadina a incandescenza. Molti dei problemi di questa fase intermedia comunque saranno risolti dal progressivo diffondersi delle lampade a Led, che consumano molto vicino a zero e non contengono mercurio.

    Comment by Vittorio on 27/02/2009 at 13:51

  3. Mi sono imbattuto per caso in questa pagina e devo dire che a distanza di qualche anno il consigli nel commento di Giorgio sulle lampadine è stato finalmente reso applicabile in diversi comuni italiani.
    Fa specie che ancora oggi si spengano i semafori durante la notte. Pazzia pura.

    Comment by Federico on 27/04/2015 at 19:02

Allowed HTML tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Get the Flash Plugin to listen to music.