10 sett. E’ stato siglato, dopo cinque ore di confronto, tre mesi di presidi e dieci giorni di sciopero della fame , l’accordo tra sindacati, governo e Fiat per i 434 lavoratori della Cnh di Imola (era presente anche il presidente della Regione Vasco Errani).
L’accordo prevede un anno di cassa integrazione straordinaria per crisi e non per cessazione di attività. E’ quest’ultimo il punto cruciale che ha portato alla firma congiunta, oltre all’impegno del governo di favorire, assieme alla Regione, la ricerca di nuove soluzioni industriali per l’area di Imola.
“E’ stata un po’ sofferta ma fortunatamente ha consentito di dare protezione ai lavoratori” ha detto il ministro del Welfare Maurizio Sacconi.
Secondo Claudio Scajola, titolare dello Sviluppo Economico, “gli impegni presi hanno sciolto uno dei nodi più complessi del piano industriale del settore auto”.
Soddisfatti i sindacati. Si tratta di un “accordo positivo, che però si poteva fare prima. Tuttavia è una base di partenza” secondo Bruno Vitali della Fim Cisl. Due i risultati che, seconco Enzo Masini della Fiom Cgil, “si raggiungono nell’immediato: il primo è che la Fiat manterrà la produzione del settore movimento terra in Italia, la seconda che sullo stabilimento di Imola si esce dalla logica della chiusura e fuga”.

