Clicca e riclicca, come ti alzo il gradimento

I sondaggi on line sono del tutto inattendibili si sa, perché vengono fatti dagli utenti che cliccano su questo o quello in maniera del tutto casuale senza che vi sia un campione rappresentativo.
Ma non è tutto: i sondaggi, specie se elettorali e ancor più se riguardano il gradimento di singole persone si prestano a operazioni di “marketing” da parte degli stessi contendenti.

E’ molto semplice: quando si vota per un sondaggio on line, per esempio il nostro Antisondaggio qui sopra, o quello sulle primarie di Repubblica, il sistema piazza un cookie sul vostro computer . Se riprovate a votare non ci riuscite e compare in genere una scritta che vi avverte che avete già votato e vi avvisa gentilmente di non fare i furbi.

Tuttavia basta scaricare la cache e fare pulizia dei cookie inseriti sul vostro Pc ed eccovi di nuovo “vergini” e pronti per votare di nuovo. Si possono scaricare programmi, tipo Ccleaner, fatti proprio per questo genere di pulizie. Provare per credere. Un meccanismo un po più sofisticato è quello di identificare anche l’IP del votante: verrebbero così censiti gli indirizzi di provenienza inibendo quelli che risultano già conosciuti. Tuttavia molti si collegano con IP variabili e non statici, basta quindi spegnere il modem e riaccenderlo e il gioco è fatto.

Un sistema più serio sarebbe quello di far registrare i votanti, ma nessuno lo fa perché crollerebbe drasticamente il numero dei partecipanti. Quindi rassegnatevi: i sondaggi on line non sono solo inattendibili statisticamente ma sono ad altissimo “rischio truffa”. E’ facile immaginare che i candidati che vogliono aumentare la loro “popolarità” in un sondaggio passino ossessivamente la loro giornata a cliccare e ricliccare sul loro nome. Oppure hanno qualcuno che lo fa per loro.

Anche il nostro antisondaggio non sfugge a questi inghippi tecnici, ma se non altro è congegnato in modo tale da invertire l’ordine dei fattori: è infatti avvantaggiato che prende meno voti.

E’ solo un gioco, naturalmentte, ma non può sfuggire che poi questi sondaggi, seppur inattendibili, vengono largamente commentati. Quindi sono formalmente e dichiaratamente insulsi, ma vengono mediatizzati e  assumono una loro (mendace) “veridicità”, accreditando – per esempio – un determinato soggetto come strapopolare e un altro no. Tutto finto ma, a volte, terribilmente verosimile.

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