Classi per disabili, solo il 24% è in regola

Un censimento degli studenti disabili nelle scuole della provincia di Bologna non esisteva,  così il Cad (Comitato associazioni di disabili) si è autorganizzato e ha raccolto i dati con dei questionari, per conoscere il livello di integrazione dei portatori di handicap negli istituti. Il risultato è clamoroso: soltanto il 24% delle classi con disabili è in regola con la norma che prevede la presenza di 1 disabile ogni 25 alunni oppure 2 disabili ogni 20. Con la riforma Gelmini la situazione è peggiorata, perché sono state eliminate le compresenze, si è abbattuto il tempo pieno ed è cresciuto il numero di studenti nelle classi. Il panorama non fa eccezioni tra scuole per l’infanzia, primaria e secondaria, ma è più grave nelle superiori, dove, ad esempio, si trovano anche 5 disabili in una sola classe composta da 30 studenti, come all’istituto Fioravanti, o alle Aldrovandi Rubbiani, che totalizzano 60 portatori di handicap in un unico istituto. La preoccupazione del Cad è che si torni alle classi differenziali di fatto: per un insegnante è praticamente impossibile gestire una classe numerosa con più disabili, soggetti con disagio sociale e stranieri se c’è un unico insegnante di sostegno; per sciogliere il problema si creeranno dei laboratori in cui far confluire tutti i soggetti svantaggiati, con il risultato di separare le classi. Ai dirigenti Fiammetta Colapaoli del Cad dice: “Osate, scindete le classi, le proposte finora ricevute dall’Usp sono state accettate”.

Ora i dati del censimento saranno girati alle istituzioni locali e alle federazioni nazionali Fish e Fand. L’obiettivo è creare una mobilitazione per arrivare ad una manifestazione nazionale per il rispetto dei diritti degli studenti disabili in aprile.

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