Civis. Su Guazzaloca la Procura riceve il terzo no

23 apr. – Per la terza volta la tesi della Procura di Bologna su Giorgio Guazzaloca viene sconfitta. Il tribunale del Riesame ha detto no al sequestro di 20000 euro chiesto dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta sul Civis. Per i pm, che accusano l’ex sindaco di corruzione, quella cifra ammonta alla corruzione. Dopo l’elezione di Sergio Cofferati Guazzaloca sedette per un breve periodo fu il presidente del cda di Leasys, società di leasing del gruppo Fiat che lasciò per diventare membro dell’Antitrust. Secondo i magistrati questa è la prova della corruzione per aver favorito Irisbus (gruppo Fiat) nell’appalto per i mezzi Civis (49 tram su gomma che sono ancora in deposito). Guazzaloca ha sempre respinto questa ipotesi e già per due volte il gip Andrea Santucci aveva detto no al sequestro. La prima volta sostenendo che il reato era prescritto, la seconda entrando nel merito e scrivendo che gli elementi investigativi a sostegno della corruzione erano “incoerenti”. Ora è arrivato anche il no dei giudici del Riesame cui la Procura si è rivolta. Non ci sono ancora le motivazioni ma è probabile che, negando il sequestro, i giudici non credano alla corruzione.

Questo ricorso è stato firmato dal pm Antonello Gustapane e dal procuratore Roberto Alfonso ma non dal procuratore aggiunto Valter Giovannini che condivide con Gustapane l’inchiesta.

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